r/psicologia

M26, mi sento solo e perso, voglio stare meglio

Ho lasciato la mia ragazza a malincuore dopo 1 anno di relazione, a causa di svariati problemi di fondo che hanno reso la relazione ormai impossibile da portare avanti. Troppa negligenza di alcuni bisogni miei fondamentali da parte sua e troppe differenze. Non credo l'amassi più, ma i momenti belli non riesco proprio a scrollarmeli di dosso.

Il post rottura è stato gestito malissimo, abbiamo ceduto di continuo al risentirci di tanto in tanto, nonostante avessi la consapevolezza che fosse una relazione non più gestibile.

Dopo un mese dalla rottura, e ad un recente inizio di no contact concordato reciprocamente, ho conosciuto una ragazza con cui ho fatto sexting, complice anche la quasi totale assenza di sesso nella ormai passata relazione, e tutti i problemi legati ad esso che avevamo, per poi pentirmene qualche momento dopo.

Il destino ha voluto che questa ragazza conoscesse un amico della mia ex, e si sono incontrati casualmente ad una festa, dove questa ragazza ha spiattellato alla mia ex cosa è successo, mostrandole le chat e soprattutto le foto. La mia ex mi ha scritto riempendomi completamente di insulti orrendi per poi bloccarmi ovunque, insieme ad i suoi amici. Questo, più il fatto che le chat e le foto siano state esposte, mi fa sentire umiliato e violato. Mi sento giù, mi sento solo, mi sento perso e vorrei sparire. Non so cosa fare, vorrei solo che qualcuno mi dicesse che starò meglio.

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u/BL4CKL8TUS — 1 hour ago

Ho bisogno di aiuto, la mia psicologa ha chiamato pazza la mia ragazza

Contesto:
M29, da 3 mesi ho una relazione "a distanza" (abita ad 1 ora e mezza da me ma tutti i weekend da 4 mesi vado da lei) con una ragazza di 32 anni.

Io vengo da 3 anni da single dopo una rottura di una relazione di 8 con un tradimento di lei che mi ha fatto malissimo.
Ho conosciuto questa ragazza in una dating app che ho deciso di usare dopo tanto tempo che non volevo conoscere nessuna.
Io sono inoltre seguito in terapia da ottobre mentre in questi 3 anni ero comunque seguito da un'altra psicologa.

Ora non so bene cosa dire e cosa omettere e non ho il dono della sintesi.
Subito tra noi c'è stata tanta attrazione e tanta intesa sessuale come io non ho mai avuto.
Diciamo le cose tra noi sono tanti alti e bassi PER ME.
Lei è diversa da me. Io sono una persona tranquilla che non vorrebbe mai litigare mentre lei cerca costantemente lo scontro.
Io volevo andare con calma ma diciamo che sono successe cose come lei che doveva operarsi al cuore e stare lontano da casa una settimana e vari episodi di salute cagionevole che ci hanno portato ad accelerare la conoscenza.
Ora ogni weekend vado in casa con lei da i suoi che ho conosciuto in uno di questi episodi.
In 3 mesi abbiamo litigato 6-8 volte per cose che io reputo molto stupide.
Per dei like che ho messo ad una collega prima di conoscerla (a me non piace la mia collega siamo solo amici ma non penso neanche abbia senso discuterne), perchè non le ho mandato una foto dei miei genitali quando voleva o perchè una mia amica donna mi ha invitato ad una festa che lei non approverebbe e mi voleva cacciare di casa.

Queste litigate/discussioni durano ore tante ore, fino a non dormire fino alle 7 del mattino.
Lei inoltre è molto piu voltare di me, utilizza parole anche pesanti (almeno per quanto mi riguarda) e io ci sto male.
E io mi sento un po esaurito. Inizialmente cercavo di spiegarmi e mi giustificavo ma all'effettivo so di non aver fatto nulla di male.
Ho raccontato queste cose alla mia psicologa che mi ha detto che non puo fare nessuna diagnosi ma crede che questa ragazza abbia delle patologie e poi ha esordito con "ma chi te lo fa fare".

Io ci penso tanto sulle cose e a lei non le ho detto niente perchè anche per piccole cose ho paura cambi il mood. Ho raccontato in un audio dove ero un po nervoso queste cose ad un'amica finchè venerdi andavo da lei.
Venerdi sera finchè ero in bagno, in qualche modo lei ha fatto partire l'audio ed è scoppiato il disastro.
Tutta la notte svegli discutere, ho fatto per la seconda volte le valigie e volevo andarmene io per non disturbare di nuovo i suoi genitori ma poi sua madre di è alzata ed è diventato un discorso a 3. Mi sono sentito (a tutt'ora mi sento a disagio) morire dentro.
So che ho sbagliato il modo e il tono e le parole che ho detto (non mie ma della mia psicologa). Lei sostiene che non vuole assolutamente parli di lei di nuovo alla mia psicologa o anche agli amici.

Dopo ore e ore la questione "si è risolta" ma in realtà lei stessa mi ha garantito che non puo garantirmi che non tirerà mai piu fuori il discorso. Io le ho detto che non mi va bene ma niente.

Io ora sto male, mi sento "colpevole" come se io avessi rovinato quello che c'era. Qualsiasi cosa fosse.

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u/KnownAsJake96 — 16 hours ago

Mi dicono quasi tutti che sono un genio ma non riesco a convincermi

M23 Ho fatto svariati percorsi psicologici per altrettanti svariati motivi, molti terapeuti mi continuano a rinfacciare che una delle mie qualità più spiccate sia proprio l'intelligenza. Una psicologa addirittura mi ha detto che sono la persona più intelligente che abbia mai incontrato in vita sua. Io sinceramente rimanevo molto scettico su sta cosa, perché oltre a sembrare "normale" rispetto agli altri per quanto riguarda il mio intelletto e ad avere un qi di circa 118 (non proprio un genio) l'obiettivo dello psicoterapeuta è quello di migliorare la salute mentale delle persone. Di solito non c'è modo migliore di migliorare la salute mentale di qualcuno che ha qualità veramente mediocri se non quello di mentire e fare finta a riguardo. Viste le circostanze pensavo che gli psicologi che ho visto, pur di prendersi più soldi possibile facendomi complimenti, abbiano o mentito o inflazionato la verità.

Un giorno ho provato ad autodisinstallarmi, finendo in comunità. Mentre ero in comunità ho conosciuto molte persone e quasi tutti sostengono la medesima idea, elogiando il mio intelletto e ripetendo a volte quasi esattamente le frasi che dicevano i miei terapeuti. Visto che è un'idea che sta diventando un po' troppo diffusa e sostenuta da chi mi conosce ho iniziato a mettere sempre più in dubbio la mia convinzione e aumentare la mia autostima. Mi veniva da obbiettare alle loro tesi per fatti sopra citati: 118 di qi, ho un lessico identico agli altri, non ho tutta sta velocità nel ragionamento. Tuttavia nonostante portassi prove del contrario sul fatto che sia "un genio" non riuscivano a cambiare idea o comunque gli facevo la stessa identica impressione. Vi chiedo, sono io scemo che non capisco sta cosa assieme al fatto che non abbia prove sufficienti, oppure gli altri hanno un idea un po' infatuata di me?

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u/Everlasting_Noumena — 15 hours ago

Quanto è difficile trovare una connessione con qualcuno?

A seguito di diverse esperienze, divento sempre più consapevole di quanto sia difficile trovare una connessione con qualcuno. E parlo in generale, non solo di rapporti amorosi. Ormai la connessione viene identificata totalmente con altri aspetti come pura chimica o pura compatibilità. Io penso che essa sia una combinazione di molti fattori, casuale ma perfetta. La descrivo come una "simile apertura all'orizzonte della vita", una somiglianza di linguaggio emotivo quanto basta per sentirti al sicuro, a tuo agio e te stesso con quella persona. E per me è difficile proprio per via della mia elevata sensibilità ed empatia che non combaciano, il più delle volte, con la maggior parte della gente. Gente che preferisce vivere in superficie indossando una maschera pur di evitare la "rischiosa meraviglia" della profondità.

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u/Ok_Read790 — 1 hour ago

Avrei bisogno di qualche consiglio.

Chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del post, anche se cercherò di farlo il più breve possibile, non voglio tralasciare alcun dettaglio importante

Sono un ragazzo di 21 anni, mai avuto una relazione, mai un bacio o nulla.

Circa 6 anni fa ho conosciuto una ragazza giocando online, ma abbiamo iniziato a scriverci frequentemente solo nelle ultime settimane.

È bastato così poco perché io me ne infatuassi perdutamente, e quando ho deciso di mettere le carte in tavola, mi ha spiegato come fosse successo lo stesso anche per lei.

Fin qui sembra tutto bene, il problema è che vive in America (io sono in Italia).

Prima che lo diciate, sono perfettamente cosciente che non ci si può fidare ciecamente di una persona conosciuta esclusivamente online, ma posso dire con certezza che non sia catfish ed al 99% che non abbia intenzione di usarmi, perciò sono disposto a correre il rischio.

Abbiamo parlato delle differenze tra i nostri paesi, e mi ha esplicitamente detto che odia l'America, ed avendo origini Italiane (genitori) vorrebbe venire a visitare l'Italia. Parlando un po' si è convinta a trasferirsi, una volta ovviamente che avremo entrambi da parte abbastanza soldi da poterlo fare, in quanto ha specificato più volte di non volermi chiedere un centesimo e che non vuole gravare su di me.

Anche fin qui, sembra tutto perfetto, ma il problema sorge qui.

Prima di tutto, l'idea di non poterla comunque vedere per circa un anno (tempo stimato per riuscire a rendere il tutto possibile senza imprevisti) mi grava molto sia a livello psicologico che morale, e vorrei sapere come riuscire a "superare" questo momento per farlo "passare più velocemente" (metto tra virgolette perché so che on funziona così facilmente).

Secondo, ho la (pessima, e me ne vergogno molto) abitudine di bestemmiare. Ho provato più volte a smettere, perché onestamente non piace nemmeno a me questa parte di me, ed ora ho una motivazione in più in quanto lei è fortemente cristiana.

Vorrei un consiglio anche su questo, perché ragazza o non vorrei comunque migliorare come persona ed imparare ad abbandonare cattive abitudini.

Vi chiedo di essere diretti ma sensibili, in quanto ammetto di essere una persona molto emotiva e commenti aggressivi e contro di me andrebbero solo a rendermi la situazione peggiore.

Detto ciò, se avete perplessità o non siete d'accordo con la mia scelta di "correre il rischio", ciò ovviamente non rientra nella categoria prima descritta, sentitevi liberi di esprimere la vostra opinione personale.

Grazie a chiunque sarà disposto ad aiutarmi.

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u/Dapper-Conference367 — 7 hours ago

Essere un 15enne Emo in Italia nel 2026

Ciao, sono un ragazzo Emo di 15 anni, sì, nel 2026. E mi chiedo: PERCHé DISCRIMINATE GLI EMO?!? Forse è colpa degli stereotipi FALSI, forse è perchè la gente ci invidia, o forse è solo perchè la gente non ha empatia. Bene, io sono qui per abbattere gli stereotipi.

L’Emo è una subcultura nata da un genere musicale chiamato “Emotional Hardcore” nella metà degli anni ‘80 (NON 2000), come sottogenere del punk-rock ma con tematiche più emotive e testi molto introspettivi, quindi la musica Emo NON è “depressa”, è molto emotiva.

Nel corso degli anni la musica Emo si è evoluta tantissimo, e così anche l’estetica che comprende capelli piastrati con la frangia che copre un occhio (la frangia simboleggia l’introspezione), vestiti attillati (che simboleggiano l’autenticità), la prevalenza del colore nero (per simboleggiare il dolore) ma anche qualche sfumature di altri colori accostati col nero (per simboleggiare la speranza nonostante la sofferenza), e altri accesori come borchie, polsini (sarebbero i guanti lunghi).

Vedi? Noi Emo non ci vestiamo così a caso, ma ogni cosa ha un significato più profondo. Oltretutto non tutte le persone che si vestono Alternative sono per forza Emo.

Questa subcultura ha dei valori come: la sensibilità, l’emotività, l’empatia e l’autenticità nel esprimere se stessi, le proprie emozioni e vulnerabilità. Essere Emo(tivi) NON vuol dire essere sempre tristi, ma vuol dire avere una percezione maggiore di TUTTE le emozioni (non solo una), quindi magari potremmo essere più tristi, oppure potremmo essere più felici di chi non è emotivo.

Ecco, ora sfatiamo gli stereotipi FALSI:

Noi Emo NON siamo depressi, siamo emotivi;

NON ci tagliamo, e Emo NON deriva da emoglobina, ma deriva da Emotional;

NON odiamo la vita, la amiamo;

NON siamo asociali, in generale siamo solo un po’ più introversi e riservati;

NON siamo una piaga o un cancro;

NON siamo pericolosi, anzi, siamo abbastanza pacifici, quindi perchè devi avere paura?;

NON siamo satanisti, infatti che cosa c’entra l’emotività con satana??;

NON beviamo solo la monster;

NON siamo scemi;

Possiamo sorridere ed essere felici come tutti gli altri essere umani al mondo;

NON facciamo per forza parte della LGBTQIA+, e poi che ci sarebbe di male?;

Essere Emo NON è una fase, è una subcultura, un genere musicale, uno stile ed anche una filosofia di vita;

NON ci vestiamo solo di nero;

NON ascoltiamo solo musica Emo.

A parte tutto l’odio insensato verso gli Emo, in generale c’è la tendenza all’insulto, al commento più becero e libero dato dal fatto che noi ci dimentichiamo che l’altro è una persona come noi, l’altro è come noi, è un essere umano, è una persona, ha dei sentimenti.

Quando insulti/giudichi qualcuno, stai dicendo quello che stai dicendo ad un essere umano che ha dei sentimenti e può sentirsi ferito dalle tue parole. Ricordati che l’altro è un essere umano, l’altro è una persona come noi che ha dei sentimenti.

Il che significa che se io gli dico “frocio di merda” lui/lei ci rimane male, sente fisicamente e psicologicamente del dolore e glielo sto causando io. Ci dobbiamo rendere conto che l’altro è un essere umano in carne ed ossa che ci è rimasta male per questa cosa e magari ci ha fatto dei pianti.

Se ti capita di prendere in giro qualcuno sappi che quella presa in giro NON si ferma lì, per te sì si ferma lì, poi la tua vita continua, ma invece quella persona se la tiene dentro, e alla lunga potrebbe fare dei gran danni. Perciò mi raccomando, stai attenta/o a quello che dici/scrivi.

Se noi insultiamo talmente tanto qualcuno, poi questo qualcuno SI TOGLIE LA VITA. No, non è un’esagerazione, è la realtà delle conseguenze delle nostre azioni, perché la gente si toglie la vita per davvero ad un certo punto quando non ne può più, e suicidarsi NON vuol dire essere deboli, vuol dire che si sta soffrendo TROPPO.

I giudizi sulle persone parlano di chi li dà (sì, anche gli insulti su internet), ANDARE DA UNA PERSONA CHE NON CONOSCIAMO A SCRIVERLE INSULTI, PARLA DI NOI, NON DI LEI. Dato che ciò che diciamo parla di noi, che immagine viene fuori di noi, stante quello che abbiamo detto? E soprattutto, è un’immagine che ci piace?

Quando hai voglia di lasciare un commento cattivo nei confronti di qualcuno, ricordati che quel qualcuno è un essere umano come te.

Domandati “ma se dicessero a me una cosa del genere, io come ci rimarrei?”, e poi chiediti “ma io voglio veramente essere la causa di quel dolore? Di un pianto? Di una crisi? Di una giornata storta?

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u/justcallmejeff13 — 21 hours ago

I miei genitori mi stanno manipolando psicologicamente?

Io, F18, stavo facendo ricerche su questo metodo di manipolazione per un libro che sto scrivendo e, quando ho capito in cosa consisteva, mi sono resa conto che i miei genitori lo usano. Ad esempio, qualche mese fa ho detto a mia madre che volevo studiare storia. Era molto contenta e mi ha persino fatto vedere una serie storica, dicendo che era meravigliosa. Qualche settimana fa, quando le ho detto che volevo studiare storia perché mi aveva chiesto se volevo fare l'insegnante e io avevo risposto di no, ma che volevo comunque studiarla, mi ha detto: "Non porta a molti lavori". Poi mi dicono sempre che posso raccontare loro i miei problemi e mi aiuteranno, ma quando lo faccio, ricevo solo prediche su quanto sono debole e vengo sempre insultata.

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u/Wonderful_Medium3098 — 18 hours ago
🔥 Hot ▲ 254 r/psicologia

Faccio la escort

Ciao a tutti

F24 e da un paio di mesi faccio la “escort”. L’ho messo tra virgolette perché in realtà ho 4 clienti fissi e non sono per strada o su qualche sito, ma anche perché ho difficoltà ad ammetterlo a me stessa.

Sono una ragazza italiana che frequenta l’università, vita normalissima, genitori presenti ma con difficoltà economiche. Ho iniziato questo “lavoro” proprio per mantenermi da fuorisede a Roma e non far portare il fardello dell’affitto a mio padre.

Ai miei genitori e a tutte persone attorno a me dico di fare ripetizioni e lavorare a chiamata in un ristorante, in realtà scopo a pagamento. Cerco di auto convincermi che non sia così sbagliato, dopotutto le ragazze della mia età hanno rapporti e avventure esattamente come me, solo che io vengo pagata.

Però ho paura che a lungo andare abbia ripercussioni sulla mia salute mentale e autostima. Mi sento bloccata anche perché non voglio tornare a chiedere soldi a mio padre e vederlo arrivare con l’acqua alla gola mentre sorride perché è felice di spendere tutto se stesso per me e il mio futuro.

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u/Ele700 — 2 days ago

Come tutti ho dei difetti e pregi, ma mi chiedevo se...

M 50, non ho intenzione di sfociare nella megalomania. Qualcuno di voi si sente predestinato? Sentite di avere qualcosa più degli altri in alcuni aspetti? Avete chiaro cos' è questa cosa? Io so ad esempio di essere un essere umano molto carente in alcune doti mentali, ma altrettanto acuto in altre, e potrebbe essere una cosa molto particolare. Riassumendo è questo. Mi sto domandando a chi altro nel popolo reddit frullano queste cose in testa.

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Mi sento troppo diverso dagli altri e incompreso da tutti

M31. Spesso mi capita di sentirmi troppo differente anche dalle persone che per carattere dovrebbero essere simili a me, ma rimango deluso che alla fine le ho idealizzate ma non erano così simili e mi era solo parso lo fossero, ma perché avevano mostrato le loro caratteristiche principali e non i difetti o altri modi di pensare.

Però tornando a parlare in linea generale, con tutti mi sento così diverso da non "incastrarci" e non sentirmi capito praticamente quasi da nessuno, è una distanza emotiva che mi fa sentire da solo in questo mondo. Anche se ho parenti e amici, ma questo aspetto non mi fa sentire ben accetto perché non mi sento compiatito.

Nel tempo, ciò mi sta creando una sofferenza più acuita perché sento una barriera emotiva tra me e gli altri, sei più alienato degli altri perché la massa si assomiglia e la maggior parte delle persone va d'accordo tra loro come esseri sociali, mentre una persona che ha una sensibilità molto marcata come sono io, ha una visione delle cose molto approfondita e pragmatica e faccio fatica a trovare una persona che vada molto in sintonia conme e non riesco a rispecchiarmi in nessuno e da qui uno dei vari motivi per cui mi sento solo, solo nella diversità.

Vedo generalmente affrontare con superficialità le situazioni e le persone ed è a volte tendente al materialismo e non ai sentimenti, il rispetto a prescindere e i buoni valori in generale.

Non posso dire neanche di avere qualcuno a cui ispirarmi come valori perché la sensibilità è un qualcosa che diversifica l'attitudine della persona sensibile da altri tipi di personalità, perché affronta tutto stando attento a non fare del male al prossimo agendo con grazia, in un mondo che si cerca spesso di prevaricare gli altri, tu invece da sensibile vedi le cose con un filtro fortemente emotivo e sei solidale e questo si scontra molto con i modi di fare arroganti tipici della società odierna

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u/CarefulReflection240 — 17 hours ago

Vivo all'estero e cerco un psicoterapeuta online, qualche consiglio?

Salve a tutti, (M41) vivo all'estero e recentemente ho visto uno psicoterapeuta nel paese in cui vivo, il quale, dopo una prima seduta svoltasi in inglese, mi ha consigliato di trovare un professionista madrelingua italiano dicendomi che ne avrebbe giovato la qualità del servizio.

Avete qualche consiglio su dove posso trovare un servizio di psicoterapia online valido?

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u/Bluevileye — 1 day ago

devo spiegare i miei problemi di autolesionismo ai miei ma ho paura

Ciao, sono F18 e volevo parlare di una preoccupazione che mi perseguita e magari provare a sfogarmi un po', quindi scusate se il post è lungo. Da poco più di un anno ho iniziato a sentire una tristezza quasi costante, o comunque ricorrente, accompagnata da ansia e molti pensieri legate alla morte, mia e delle persone a cui tengo. È da un mese che mi sento meglio, cerco di ignorare i pensieri negativi e di concentrarmi su le cose belle, ma ovviamente i giorni che mi affondano ci sono comunque. Non sono mai stata in grado di parlare delle mie cose personali, ho difficoltà ad esprimere i miei gusti e le mie preferenze, ma parlare dei miei problemi mi viene impossibile. Quindi, per affrontare la tristezza, ho iniziato (sbagliando) ad autolesionarmi. Mi vergogno tanto a dirlo, perché so che è un comportamento letteralmente innaturale e difficile da comprendere, io stessa quando sto bene mi sento davvero una stupida per averlo fatto e non ne capisco minimamente il motivo.

Non l'ho detto a nessuno, l'ho tenuto nascosto fino a una settimana fa, quando ho provato a parlarne con l'amica più stretta che ho. Non volevo davvero farlo, ma avevo bisogno di tirarlo fuori e soprattutto speravo che dirlo a qualcuno mi potesse aiutare a superare lo scoglio più grande, i miei genitori. Ma non è stato così, me ne sono pentita nel momento stesso in cui ho iniziato a parlargliene e mi sono sentita stupida, fuori luogo. L'ho detto in maniera quasi superficiale, anche se stavo piangendo, perché comunque non sono riuscita a spiegare minimamente tutto ciò che mi ha portata a farlo. Mi sono sentita uno schifo. Non riesco proprio a parlare delle mie emozioni e delle mie difficoltà, appena ci provo mi chiudo in me.

Sono costantemente perseguitata dal pensiero che dovrò dirlo ai miei per via dei segni che mi sono rimasti, e non so davvero come fare. Non voglio, non vorrei dirlo a nessuno, ma è impossibile nasconderlo. Vivo in una località di mare e passerò gran parte dell'estate in spiaggia, per coprirmi penso che userò i pantaloncini dei costumi da ragazzo ma so già che forse non saranno comunque abbastanza per nascondermi del tutto. Dovrò dirlo a tutti, la mia famiglia lo scoprirà e anche i miei amici. Sono molto insicura e in luoghi pieni di persone mi innervosisco immediatamente, divento letteralmente intrattabile perché mi sento a disagio e sono terrorizzata dal giudizio altrui. Stare in spiaggia sapendo che chiunque vedrà quello che ho fatto e mi giudicherà e riterrà stupida e drammatica sembra un incubo, e ho davvero paura.

Mi sono dilungata ma il problema principale è che i miei genitori fanno di tutto per me, si stancano immensamente, fanno in modo che non mi manchi niente, hanno un carico di lavoro e stress davvero, davvero enorme e io non voglio contribuire. Anche se mi ripetono sempre che posso confidargli qualunque cosa e mi invitano a parlare dei miei problemi io non l'ho mai fatto, non ci riesco, ma ora dovrò per forza farlo e davvero mi viene da piangere solo a pensarci. Li farò soffrire, probabilmente si sentiranno in colpa o addirittura dei pessimi genitori, o magari li deluderò e li farò sentire in imbarazzo. Io non voglio che niente di tutto questo accada, mentre lo facevo non pensavo alle conseguenze, volevo che fosse un problema solo mio e che ricadesse solo su di me. Mi sento persa davvero, non riesco neanche ad immaginare di iniziare un discorso dicendogli che ho sbagliato e ora ho molte cicatrici, e mostrargliele. Non saprei davvero neanche come dirlo, non trovo le parole. Mi dispiace davvero tanto, mi sento uno schifo ma allo stesso tempo non realizzo neanche la ""gravità"" della situazione, perché parlarne davvero con qualcuno e mostrare quello che per un anno intero ho nascosto a tutti quasi non mi sembra vero. Penso di doverglielo dire entro giugno, e non so davvero come, vi prego di aiutarmi a capire come affrontare la situazione, magari se qualcuno l'ha già dovuta superare... non so se dirlo prima a qualcun altro, tipo mia cugina, a cui sono molto legata, o a mia nonna.. ma tanto alla fine dovrò parlarne io con i miei, quindi servirebbe solo per "sfogarmi", penso. Sono terrorizzata, non voglio dirlo e so di non essere davvero in grado di parlarne ma allo stesso tempo non ce la faccio più a tenere il segreto.

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u/nobody5here — 20 hours ago

Suicidi universitari

M23. So che è un’argomento molto delicato, e vorrei sfruttare questo post e questo subreddit per poter parlare e per poter avere un confronto su un tema così importante. Di recente, come ben sapete è uscita l’ennesima triste notizia di un suicidio di una ragazza di 23 anni, con una dinamica dietro non nuova, successa anche in altri casi di universitari, che purtroppo sono arrivati a compiere questo gesto. In generale, negli ultimi anni questo fenomeno sta sempre più peggiorando terribilmente, e se ne parla ancora troppo poco. Di chi sono le responsabilità in tutto ciò? Cosa si potrebbe fare davvero per migliorare questa situazione? Perché si viene portati a pensare che un fallimento universitario è un fallimento di vita?

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Riprendere in mano la propria vita

Ciao a tutti

Scrivo da un account che ho appena creato per motivi di privacy.

Sono M39, da qualche mese separato, con figli. Durante il processo di separazione ho iniziato un percorso di terapia, che purtroppo ho recentemente dovuto smettere a causa delle limitate risorse finanziarie.
Durante il percorso di terapia, al di là dell'analisi del rapporto coi miei genitori e con la mia ex-moglie, è uscito fuori che apparentemente io non sono in grado di prendere in mano le redini della mia vita. Mi ritrovo in situazioni magari casualmente, nella mia testa quelle situazioni diventano "il nuovo standard", perseguo l'obiettivo che quelle situazioni mi pongono davanti, e non riesco a uscirne. Se non quando a un certo momento esplodo, perché capisco che ciò che sto facendo è sbagliato, non è per me, non mi rende felice. A quel punto formatto tutto. Mollo tutto. E ricomincio da capo. Stessi errori. Stesse dinamiche. Anche la storia con la mia ex-moglie si è basata su queste fondamenta. Era la persona che c'era in quel momento, ho evitato di guardare le redflags che mi si paravano davanti, perché era semplicemente la situazione più comoda e tranquilla in quel momento. Il lavoro uguale. Una carriera basata su "ok, perché no?", senza pensare alle mie vere inclinazioni.
Vorrei liberarmi da questo modo di agire. Inutile dire che la cosa mi abbia causato una profonda depressione.
Qualcuno di voi si ritrova in queste dinamiche?
Chiedo scusa se il post è scritto un po' alla c***o di cane.
Ciao

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u/GTO_123 — 23 hours ago

Perché è così difficile fare amici e mantenerli da "adulti?"

Premessa: sono una persona introversa, sono stata anche molto esclusa sia alle elementari che alle medie, ma ho con il tempo ho acquisito un mio equilibrio e un gruppo PICCOLO di amiche lo ho sempre avuto, soprattutto alle superiori e da allora mi sono aperta molto. Ora ho 22 anni, ho quasi finito la triennale, ma lavorando frequento molto meno. Ho un hobby che pratico tutte le settimane, ma è quasi solo frequentato da adulti quindi non riesco a trovare amicizie in quell'ambito, per quanto magari io possa un po' chiaccherare. All'università sono riuscita a costruire rapporti solo estremamente superficiali o sono persone molto distanti da me quindi non si riesce a coltivare un rapporto (non c'è evidentemente interesse comunque). Avevo due amiche storiche: con una ho fortemente litigato un anno fa e non ci rivolgiamo più la parola, e ancora mi fa male. L'altra studia lontano e quando torna sta con la famiglia o è quasi impossibile farla uscire per motivi vari e sua estrema introversione, ma ci tengo comunque. Fatto questo quadro però, io rimango molto sola. Ho costruito qualche amicizia maschile che però finisce sempre male, perché alla fine i ragazzi si avvicinano a me sempre solo per provarci e anche se non è così all'inizio poi finiscono per invaghirsi o diventare interessati anche solo fisicamente e l'amicizia non si riesce più a mantenere. Cioè seriamente, secondo voi cosa dovrei fare? Voi come fate? A livello pratico capisco avere molti impegni... E capisco anche chiaccherare qui su reddit o sul web in generale, però non è la stessa cosa che frequentare una persona almeno che ne so, 2 volte al mese organizzandosi. Mi sento sola e non so davvero che fare. Se avete qualche consiglio fornite pure...

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u/TreePsychological390 — 20 hours ago

Qualcuno come me credeva che Gesù fosse morto e andato in cielo?

ho ricevuto in educazione rigida e traumatica dove mi dicevano che Gesù era morto e stava in cielo a guardarmi , qualsiasi cosa facessi di sbagliato mi avrebbe punito compresa la masturbazione. solo adesso sono a conoscenza che in realtà è risorto in carne ed ossa ed è vivo. qualcuno come me?? ho paura

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u/PublicPiccolo4873 — 1 day ago
🔥 Hot ▲ 54 r/psicologia

Non capisco il senso dietro l'attrazione per l'aspetto fisico

F23. Come da titolo, non capisco come funzioni l'attrazione. Quando un ragazzo vede una ragazza, ad esempio, è attratto dal suo aspetto fisico. Vede che è bella, ben vestita, questo lo incuriosisce e lo spinge ad avvicinarsi per parlarle o le chiede un contatto (numero, social, ecc...). Nelle ragazze ho notato la stessa tendenza anche se capita meno spesso che si avvicinino per la prima mossa, ma anche loro comunque sono attratte dall'aspetto.

Quello che mi chiedo è: basta davvero così poco per sentirsi attratti da qualcuno o perché ti venga una cotta per quella persona?

Quando andavo a scuola andammo a teatro a guardare uno spettacolo in inglese. Le mie amiche passarono tutto il tempo a commentare l'aspetto degli attori maschi e subito dopo lo spettacolo si fiondarono a parlare con loro (io no e ricordo anche di averle trovate un po' sciocche, anche se ovviamente non lo dissi).

Da sempre la mia attrazione funziona in modo diverso. Sono più che in grado di capire se ho davanti un bel ragazzo o meno, ma non ho un prototipo fisico ideale e solo perché vedo un ragazzo di bell'aspetto non mi viene voglia di parlarci, né mi prendo una cotta basandomi solo sull'aspetto fisico. Essere di bell'aspetto è una cosa che posso ammirare e trovare una persona bella non mi attrae, forse mi incuriosisce ma è una cosa che metterei sullo stesso piano di guardare una statua in un museo, un quadro, la copertina di un libro particolarmente elaborata o dei vestiti che mi piacciono, ma non mi passerebbe mai per la testa di interagire o voler conoscere qualcuno solo perché è bello.

Mi sembra che l'unico modo per interessarmi a qualcuno e avere una cotta sia parlarci, ma io parlo con una persona se ho qualcosa da dire e se abbiamo qualcosa in comune di cui discutere. Se diventiamo amici e inizio ad affezionarmi alla persona, allora è possibile che potrei iniziare ad essere attratta anche dal suo aspetto, ma per me è come se fosse una cosa secondaria che scatta solo se conosco bene quella persona.

A questo punto mi domando se sono strana io o meno perché per tanti le cotte arrivano per l'aspetto fisico, ma per me quella non è una cotta: una persona che trovi bella ha attirato la tua attenzione, ma non puoi dire che ti piace se non la conosci, è solo la combinazione aspetto fisico + idea di lei che ti crei nella testa a piacerti.

Per voi come funziona l'attrazione? C'è qualcun altro che si sente così o sono io che cerco di razionalizzare troppo una cosa così irrazionale come l'attrazione?

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u/FoulLadyFortune — 3 days ago

La solitudine che non avevo scelto

M28 anni e mi sento perso. Sono autistico, ma l'ho scoperto ufficialmente solo due anni fa. Ho avuto un'infanzia e un'adolescenza difficili, soprattutto a scuola. Ho tentato l'università in ingegneria elettronica, ma ho dovuto abbandonare per difficoltà economiche, sensoriali e di ansia. Ci ho riprovato durante il COVID, quando le lezioni erano online e andava meglio, ma in presenza non ce l'ho fatta.

Ora ho un buon lavoro e sto per avere una casa tutta mia. Ma la cosa che mi pesa di più è la solitudine amorosa: non ho mai avuto una compagna, mentre tutti i miei coetanei si fidanzano, si sposano, hanno figli. Non riesco a trovare ambienti sociali adatti a me dove poter conoscere qualcuno.

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u/New-Western7820 — 1 day ago

Non ce la faccio più

M14, sono distrutto, penso di avere la depressione da 2 anni, ma in questo ultimo anno è esplosa... ho iniziato a strangolarmi con le mani (anche durante le lezioni di scuola) e a chiedere di andare in bagno, prendere una sedia e mettermi in piedi davanti alla finestra aperta del 5° piano della mia scuola ed incitarmi a buttarmi, ma sono un fifone e non ci riesco... ho iniziato a pianificare il mio suicidio, chiedendo medicinali a compagni di scuola o informarmi in generale.

Io 3 anni fa ho fatto l'operazione calcagno stop... mi sa che la hanno fatta male, io ho dolore e forse rimarrò un po disabile tutta la vita... quindi io che avevo il sogno della batteria e del calcio potete capire come ci sono rimasto.

Non ho amici, ne ho pochi, ne avevo una che sapeva tutto sulla mia depressione, la chiameremo Mati, e a scuola mi aiutava con l'auto lesionismo...ma poi ha avuto problemi col "ragazzo" in classe nostra, che chiameremo Giuseppe. Ora mi ri aiuta un po, da 2 giorni, ma visto che le medie sono quasi finite e andremo in scuole diverse mi sento abbandonato.

Vengo anche insultato, per "scherzo" dai miei amici per il mio aspetto fisico, ovvero un po ciccio, non tanto... sono 1,68 circa e peso 56kg, e perchè negli ultimi tempi per gli ormoni ho il petto un po in fuori, è naturale,

Negli ultimi mesi mi sono venuti dei "disturbi alimentari" mangio quasi nulla, mi viene la nausea, negli ultimi 3 mesi da 60kg sono arrivato a 56kg, mia madre è preoccupatisima.

In casa i miei litigano e mio padre mi insulta sempre, a volte per un Nulla mi mena.

Sono anche asociale, e mi sento solo sempre in casa.

Scrivo quì così prima di possibilmente farla finita ricevero consigli o opinioni

Ps: scusate per la lunghezza del post, ma ne avevo bisogno

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u/MICAMAGO — 3 days ago

Terrorizzato dall'idea di andare in comunità

M22

Ciao, il mese prossimo su pressione del mio psichiatra e della mia famiglia andrò in una comunità per doppie diagnosi (malattia mentale + abuso di sostanza). Sono terrorizzato, al punto da prendere 75 gocce di Diazepam (contro il volere del mio psichiatra che son 3 mesi che mi ha tolto le benzo e so bene che mi verranno tolte in comunità) al giorno altrimenti non riesco a vivere la mia giornata senza stress esagerato o a dormire. Ho paura di rinunciare alla mia libertà, ho paura di perdere le benzodiezapine che mi hanno salvato dall'ansia e dalla ruminazione mentale, ho paura che non verranno sostituite adeguatamente, ho paura che mi rimetteranno in terapia quel disgustoso Largactil che mi rese uno zombie per un mese, ho paura che la mia timidezza e ansia mi renderanno un bersaglio per gli altri, e non riesco a immaginare la mia vita senza qualcosa che mi calmi il corpo e la mente come le benzo, l'alcool, il GHB e gli allucinogeni fanno. L'unica ragione per cui sento che devo andarci è perché la mia dipendenza per le benzo mi sta portando verso comportamenti criminosi, come il mentire al mio dottore per ottenere prescrizioni.

Scusate lo sfogo, qualcuno può parlarmi un po' di come è vivere in comunità e magari darmi qualche consiglio?

Grazie e apprezzo tutte le risposte

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u/benzoaddict_03 — 1 day ago