Ma voi siete medici o fate i medici?
Buongiorno colleghi! Siccome un paziente mi ha svegliato alle 4:30 per una stupidaggine (si era spaventato leggendo un foglietto illustrativo), mi sono messo a pensare a cose random e non ho più chiuso occhio. Stavo riflettendo in particolare su un discorso che avevo intrapreso qualche giorno fa con un amico e che si può applicare a diverse professioni, ma in particolare alla nostra.
Ci sono persone che fanno dell’essere medico la loro intera personalità. Sono MEDICI, di quelli con la vokazione, che appena si laureano aprono il profilo instagram dedicato “Dott. Mario Rossi” (con la foto rigorosamente ottimizzata da chatGPT) e si affrettano a impostare whatsapp business. Insomma, sono dei medici e nient’altro. Al di fuori della loro professione, sembra non esistano. Vivono per lavorare. Sinceramente, a me queste persone NON PIACCIONO affatto.
Per me l’essere medico è solo una parte del mio essere, che non mi definisce interamente. Anzi, prima di iniziare l’università avevo molte più passioni di oggi, che mi caratterizzavano e che ho trascurato per studiare quella che pensavo fosse destinata ad essere la mia passione più grande.
Suonavo chitarra elettrica e acustica, scrivevo poesie e racconti, leggevo decine di libri all’anno, ero fissato con il cubo di Rubik (che riuscivo a risolvere in meno di 30 secondi), mi interessavo di astronomia (conoscevo i nomi di tutte le stelle e le costellazioni visibili) e tante altre cose. Oggi sicuramente la mia più grande passione è quella per la tecnologia e le auto (che finalmente mi posso permettere) e, onestamente, quella per la medicina è passata un po’ in secondo piano, con rammarico. In un certo senso è stata l’università stessa a smorzare il mio entusiasmo. Spero ogni giorno che la fiamma si riaccenda (magari devo solo trovare la specializzazione giusta, chissà).
Quindi, tornando alla provocazione del titolo, io “faccio” il medico… e ne sono contento, perché mi permette di fare tutto ciò che mi piace anche (e soprattutto) al di fuori degli orari di lavoro. Forse sono io quello sbagliato, non saprei.
E voi come la pensate al riguardo?