Partita IVA con la musica: Si o No?
Ciao a tutti, vi scrivo perché sono praticamente in un limbo e non so da che parte andare.
Sto iniziando a guadagnare delle buonissime cifre, soprattutto per un universitario giovane come me, grazie alla musica. (per chi se lo stesse chiedendo, faccio musica elettronica/ambient, NO AI)
Sono andato a parlare con un commercialista (più di uno) per organizzarmi un attimo, anche in vista di guadagni futuri (le royalties arrivano con 2/3 mesi di ritardo, quindi uno in base alle statistiche può già farsi un’idea di quanto guadagnerà: all’incirca siamo a 7000usd in qualche mese) ed è uscito fuori, ovviamente, l’argomento partita iva.
Vi dicevo che sono in un limbo perché questi due commercialisti con cui ho parlato hanno idee completamente opposte.
Uno sostiene che io debba aprirla, l’altro no.
Allora, io ricevo guadagni solo tramite royalties (a)master e b)publishing che mi arrivano da a)distributore americano e b)da soundreef, società simile a SIAE (per ora da quest’ultima non ho ricevuto nessun bonifico perché mi sono iscritto tardi.) Soundreef agisce come sostituto d’imposta, l’altra no poiché estera.
Tutti e due i commercialisti erano concordi con dichiarare questi soldi come redditi derivanti dall’utilizzazione economica dell’ingegno (diritto d’autore) e redditi esteri.
E fino a qua penso non ci piova. Correggete pure nel caso.
Il “problema” dei due commercialisti è stato il capire se io stessi svolgendo un’attività professionale.
Uno ritiene di sì, l’altro di no.
Il primo commercialista non ritiene che io svolga un’attività professionale perché:
-non offro prestazioni a pagamento,
-non faccio produzioni su richiesta indirizzate ad una persona specifica
-non vendo merch ecc
-mi limito solo a caricare musica sulle piattaforme di streaming.
-non faccio pubblicità a pagamento, sponsor e non investo in adv professionali, il massimo che posso fare è mettere una storia su instagram per i 200 miseri follower che mi seguono.
-non ho un piano di uscita, pubblico quando mi pare
-non ho un calendario di lavoro, poiché sono uno studente universitario: posso produrre 10 canzoni in un mese e poi stare fermo per 5 mesi, cosa che sto facendo tra l’altro.
-non ho un contratto (nel senso proprio della parola) pubblico tramite distributore americano indipendente, di libero accesso, basta pagare abbonamento annuale.
-non ho investito nulla in attrezzatura (uso un semplice computer lenovo, a volte una vecchia tastiera di mio padre e una banalissima daw (fl studio)
-non ho ufficio stampa, ne un sito web con listino prezzi per eventuali produzioni private
-per quanto detto sopra quindi non ho una struttura aziendale, non ho dipendenti, non ho un team, non ho un calendario editoriale e non gestisco/acquisto campagne di marketing
Per l’altro commercialista, pur riconoscendo in parte le cose sopra, io svolgo attività professionale perché:
1- su spotify ho più di 150mila ascoltatori mensili
2- mensilmente posso arrivare anche a pubblicare 4 canzoni
La n.1 personalmente ritengo non abbia senso.
Invece sulla due possiamo ragionarci.
Cosa si intende per professionale? Pubblicare tante canzoni o pubblicarle con un senso, con un piano editoriale serio, con una campagna pubblicitaria dietro?
Mi rivolgo a voi: sapete altro? Avete avuto esperienze/clienti simili?
Qualsiasi aiuto sarà ben accetto