u/Academic-Buddy-4719

Sto facendo sprecare soldi ai miei genitori?

M15, ho iniziato da poco la terapia psicologica. Alla fine ho mollato. Pensavo di riuscire a resistere fino ai 18 anni... Ma sono solo un debole e non ce l'ho fatta. Avrei dovuto farlo, perché ora so che è tutto un casino, ma invece ho detto ai miei genitori che in questo periodo sto davvero male, per tante motivazioni che ho elencato su altri post.

Credo di aver già capito che la terapia è inutile, nel mio caso. Totalmente inutile. Per tre motivazioni principali:

•Sono talmente ridicolo e disperato che già dopo poche sedute io sto iniziando a fare i conti alla rovescia tra un appuntamento e l'altro. Davvero ridicolo. Un ragazzo normale dovrebbe essere seccato dalla terapia, mentre a me piace troppo. Non perché mi aiuta, ma perché sono un povero deficiente a cui piace molto parlare di sé e l'auto-compassione.

•Alla fine dovrò fare una scelta: fingere di stare bene o deludere i miei genitori? Per delusione intendo ovviamente un misto di emozioni, quali frustrazione, paura e risentimento che probabilmente proveranno nei miei confronti, per quanto io continui a rimandare il giorno in cui accadrà la rottura. Non sono così stupido da non capire che lo psicologo/psichiatra deve dire qualcosa ai miei genitori, quindi ogni volta devo fabbricarmi qualche discorso vuoto che lo psicologo può riferire ai miei genitori per convincerli che non è uno spreco di soldi. I discorsi seri invece, ovviamente, i miei genitori non potranno mai saperli.

•Il terzo motivo è una dimostrazione totalmente logica: la terapia si basa su una premessa logica. Non può agire direttamente sulla tua vita, può agire solo sulla parte razionale delle persone tramite il linguaggio. In poche parole, cambia il tuo modo di pensare, la tua mentalità e la tua vita cambierà di conseguenza. Beh, qui sorge un problema, perché io sono già una persona molto consapevole, analitica e auto-osservativa. Quindi nulla cambierà mai con la terapia perché non cambierò mai di una virgola il mio modo di pensare.

Però continuerò ad andarci, perché a me piace sfogarmi. Faccio spendere soldi ai miei genitori per sfogarmi. Devo vergognarmi. Ma non mi vergogno nemmeno, perché non ho più dignità e perché non voglio bene alla mia famiglia, sono solo un egoista e un pezzo di m\*rda.

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 3 days ago

Sto facendo sprecare soldi ai miei genitori?

M15, ho iniziato da poco la terapia psicologica. Alla fine ho mollato. Pensavo di riuscire a resistere fino ai 18 anni... Ma sono solo un debole e non ce l'ho fatta. Avrei dovuto farlo, perché ora so che è tutto un casino, ma invece ho detto ai miei genitori che in questo periodo sto davvero male, per tante motivazioni che ho elencato su altri post.

Credo di aver già capito che la terapia è inutile, nel mio caso. Totalmente inutile. Per tre motivazioni principali:

•Sono talmente ridicolo e disperato che già dopo poche sedute io sto iniziando a fare i conti alla rovescia tra un appuntamento e l'altro. Davvero ridicolo. Un ragazzo normale dovrebbe essere seccato dalla terapia, mentre a me piace troppo. Non perché mi aiuta, ma perché sono un povero deficiente a cui piace molto parlare di sé e l'auto-compassione.

•Alla fine dovrò fare una scelta: fingere di stare bene o deludere i miei genitori? Per delusione intendo ovviamente un misto di emozioni, quali frustrazione, paura e risentimento che probabilmente proveranno nei miei confronti, per quanto io continui a rimandare il giorno in cui accadrà la rottura. Non sono così stupido da non capire che lo psicologo/psichiatra deve dire qualcosa ai miei genitori, quindi ogni volta devo fabbricarmi qualche discorso vuoto che lo psicologo può riferire ai miei genitori per convincerli che non è uno spreco di soldi. I discorsi seri invece, ovviamente, i miei genitori non potranno mai saperli.

•Il terzo motivo è una dimostrazione totalmente logica: la terapia si basa su una premessa logica. Non può agire direttamente sulla tua vita, può agire solo sulla parte razionale delle persone tramite il linguaggio. In poche parole, cambia il tuo modo di pensare, la tua mentalità e la tua vita cambierà di conseguenza. Beh, qui sorge un problema, perché io sono già una persona molto consapevole, analitica e auto-osservativa. Quindi nulla cambierà mai con la terapia perché non cambierò mai di una virgola il mio modo di pensare.

Però continuerò ad andarci, perché a me piace sfogarmi. Faccio spendere soldi ai miei genitori per sfogarmi. Devo vergognarmi. Ma non mi vergogno nemmeno, perché non ho più dignità e perché non voglio bene alla mia famiglia, sono solo un egoista e un pezzo di m*rda.

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 3 days ago

Comincio io (non voglio essere snob, ma non sono per forza quelli che mi sono piaciuti di più, solo quelli che reputo migliori):

It's Such a Beatiful Day (Don Hertzfeldt)

Twin Peaks: Fire Walks With Me (David Lynch)

Stalker (Andrej Tarkovskij)

The End Of Evangelion (Hideaki Anno)

Apocalypse Now (Francis Ford Coppola)

Memories Of Murder (Bong Joon-ho)

Dogville (Lars Von Trier)

2001: A Space Odissey (Stanley Kubrick)

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 12 days ago

Comincio io (non voglio essere snob, ma non sono per forza quelli che mi sono piaciuti di più, solo quelli che reputo migliori):

It's Such a Beatiful Day (Don Hertzfeldt)

Twin Peaks: Fire Walks With Me (David Lynch)

Stalker (Andrej Tarkovskij)

The End Of Evangelion (Hideaki Anno)

Apocalypse Now (Francis Ford Coppola)

Memories Of Murder (Bong Joon-ho)

Dogville (Lars Von Trier)

2001: A Space Odissey (Stanley Kubrick)

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 12 days ago

If consciousness is an illusion, the question arises naturally. In life, we experience countless illusions, such as apparent forces or rainbows. There's a difference, however: all these illusions arise directly from the five senses or from physical causality. They require nothing else to exist. We all agree, however, that consciousness is neither a sensory nor a physical illusion. So the question arises: if consciousness is an illusion, what exactly is it deceiving?

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 13 days ago

Scusate se è il subreddit sbagliato.

Non è il classico sfogo da uomo medio in crisi di mezza età, sono un M15 e mi sono semplicemente stufato di me stesso. L'unica cosa che odio più di me è l'ipocrisia retorica spicciola che vedo nel mondo capitanata da slogan senz'anima come "nessuno è sbagliato" o "bisogna volersi sempre bene". Come se la cosa importante fosse questa, ma io me ne frego se sono sbagliato o no se tanto la mia vita sarà una merda.

Ormai Reddit, mi ha preso, ho già fatto tanti post. Una bella dipendenza (leggera) che si aggiungesse a sigarette, vino, porno, serie TV, videogiochi e tante altre schifezze. Ormai sono arrivato decisamente al capolinea, ho già capito che quest'anno verrò bocciato e per una volta invece di essere talmente agitato da farmi venire gli attacchi di panico, non me ne frega più nulla. Sento una strana sensazione di calma, perché ho capito.

Io, per tutta la vita, ho sempre cercato di fare sia ciò che mi piaceva/ ciò in cui ero bravo/ciò che mi veniva spontaneo, sia ciò che non mi piaceva/ciò in cui non ero bravo/ciò che non mi veniva spontaneo. È stato questo il mio errore. Un errore lecito, devo dire, perché avevo ancora la speranza di poter diventare una persona che gli altri potessero stimare e quindi di conseguenza io potessi apprezzare, perché chi dice che il giudizio interiore non è subordinato al giudizio esteriore il 90% delle volte sta mentendo.

Molto semplice, le cose che mi piacevano erano un disastro. Mi piacciono tutt'ora e sono anche bravo: analizzare, sistematizzare, elencare, fare ricerche, fantasticare, comprendere, ma solo su argomenti selettivi che attirano la mia attenzione in modo ciclico. Ho iniziato a 6-7 anni e non ho mai smesso. Ad oggi credo di avere un'elevatissima consapevolezza che ho già capito renderebbe inutile qualsiasi percorso terapeutico. E poi ci sono le cose che mi sono sforzato di fare, cercando di diventare un'altra persona, inconsciamente all'inizio. Una persona pratica, non teorica. Una persona concreta, non astratta. Una persona impulsiva, non riflessiva. Una persona in grado di amare, di essere serena, di essere capace, utile, interessante. Ma non sono così e non lo sarò mai.

Io ci ho provato, certo che ci ho provato. Ho iniziato scoutismo, con entusiasmo, a 8 anni, eppure dopo poche settimane lo odiavo già. Eppure ho continuato, lo faccio ancora, più per paura di mollare tutto e deludere i miei genitori che per altro. Lo stesso vale per tante altre cose, come l'arrampicata agonistica, il liceo, il percorso per fare l'animatore al centro estivo. Faccio tante cose, ma per qualche motivo non ho amici. E queste cose continuano a non piacermi e continuo a non essere bravo. I risultati sono stati attacchi di panico frequenti per stupidaggini, frustrazione costante, piagnistei ridicoli. E non sono riuscito nemmeno ad amare la mia famiglia, figuriamoci gli altri.

Sono tanto deluso da me stesso. Non sono capace. Era tutto così semplice alla fine. Ho formato la mia identità molto presto e avrei dovuto mantenerla così, tutto il resto è stata una perdita di tempo. Avrò una vita pessima, che non ho mai voluto, limitata. Non avrò mai nessuno nella mia vita. Ho deciso di non fare più nuove esperienze, perché non mi va più di essere deluso. È tutta un'illusione, esattamente come quando mi innamoro di persone che non mi filano di striscio. D'ora in avanti diventerò una persona egoista, disgustosa, penserò solo a me stesso. Almeno sarò coerente. Sarò ciò che sono davvero e voglio vedere se qualcuno si azzarderà ancora a dire che "devo essere me stesso".

Distruggerò la mia famiglia, io già lo so, sarò una delusione immensa perché fallirò sempre.

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 14 days ago

Non è il classico sfogo da uomo medio in crisi di mezza età, sono un M15 e mi sono semplicemente stufato di me stesso. L'unica cosa che odio più di me è l'ipocrisia retorica spicciola che vedo nel mondo capitanata da slogan senz'anima come "nessuno è sbagliato" o "bisogna volersi sempre bene". Come se la cosa importante fosse questa, ma io me ne frego se sono sbagliato o no se tanto la mia vita sarà una merda.

Ormai Reddit, mi ha preso, ho già fatto tanti post. Una bella dipendenza (leggera) che si aggiungesse a sigarette, vino, porno, serie TV, videogiochi e tante altre schifezze. Ormai sono arrivato decisamente al capolinea, ho già capito che quest'anno verrò bocciato e per una volta invece di essere talmente agitato da farmi venire gli attacchi di panico, non me ne frega più nulla. Sento una strana sensazione di calma, perché ho capito.

Io, per tutta la vita, ho sempre cercato di fare sia ciò che mi piaceva/ ciò in cui ero bravo/ciò che mi veniva spontaneo, sia ciò che non mi piaceva/ciò in cui non ero bravo/ciò che non mi veniva spontaneo. È stato questo il mio errore. Un errore lecito, devo dire, perché avevo ancora la speranza di poter diventare una persona che gli altri potessero stimare e quindi di conseguenza io potessi apprezzare, perché chi dice che il giudizio interiore non è subordinato al giudizio esteriore il 90% delle volte sta mentendo.

Molto semplice, le cose che mi piacevano erano un disastro. Mi piacciono tutt'ora e sono anche bravo: analizzare, sistematizzare, elencare, fare ricerche, fantasticare, comprendere, ma solo su argomenti selettivi che attirano la mia attenzione in modo ciclico. Ho iniziato a 6-7 anni e non ho mai smesso. Ad oggi credo di avere un'elevatissima consapevolezza che ho già capito renderebbe inutile qualsiasi percorso terapeutico. E poi ci sono le cose che mi sono sforzato di fare, cercando di diventare un'altra persona, inconsciamente all'inizio. Una persona pratica, non teorica. Una persona concreta, non astratta. Una persona impulsiva, non riflessiva. Una persona in grado di amare, di essere serena, di essere capace, utile, interessante. Ma non sono così e non lo sarò mai.

Io ci ho provato, certo che ci ho provato. Ho iniziato scoutismo, con entusiasmo, a 8 anni, eppure dopo poche settimane lo odiavo già. Eppure ho continuato, lo faccio ancora, più per paura di mollare tutto e deludere i miei genitori che per altro. Lo stesso vale per tante altre cose, come l'arrampicata agonistica, il liceo, il percorso per fare l'animatore al centro estivo. Faccio tante cose, ma per qualche motivo non ho amici. E queste cose continuano a non piacermi e continuo a non essere bravo. I risultati sono stati attacchi di panico frequenti per stupidaggini, frustrazione costante, piagnistei ridicoli. E non sono riuscito nemmeno ad amare la mia famiglia, figuriamoci gli altri.

Sono tanto deluso da me stesso. Non sono capace. Era tutto così semplice alla fine. Ho formato la mia identità molto presto e avrei dovuto mantenerla così, tutto il resto è stata una perdita di tempo. Avrò una vita pessima, che non ho mai voluto, limitata. Non avrò mai nessuno nella mia vita. Ho deciso di non fare più nuove esperienze, perché non mi va più di essere deluso. È tutta un'illusione, esattamente come quando mi innamoro di persone che non mi filano di striscio. D'ora in avanti diventerò una persona egoista, disgustosa, penserò solo a me stesso. Almeno sarò coerente. Sarò ciò che sono davvero e voglio vedere se qualcuno si azzarderà ancora a dire che "devo essere me stesso".

Distruggerò la mia famiglia, io già lo so, sarò una delusione immensa perché fallirò sempre.

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u/Academic-Buddy-4719 — 14 days ago
▲ 5 r/sfoghi

Non è il classico sfogo da uomo medio in crisi di mezza età, sono un M15 e mi sono semplicemente stufato di me stesso. L'unica cosa che odio più di me è l'ipocrisia retorica spicciola che vedo nel mondo capitanata da slogan senz'anima come "nessuno è sbagliato" o "bisogna volersi sempre bene". Come se la cosa importante fosse questa, ma io me ne frego se sono sbagliato o no se tanto la mia vita sarà una merda.

Ormai sono arrivato decisamente al capolinea, ho già capito che quest'anno verrò bocciato e per una volta invece di essere talmente agitato da farmi venire gli attacchi di panico, non me ne frega più nulla. Sento una strana sensazione di calma, perché ho capito.

Io, per tutta la vita, ho sempre cercato di fare sia ciò che mi piaceva/ ciò in cui ero bravo/ciò che mi veniva spontaneo, sia ciò che non mi piaceva/ciò in cui non ero bravo/ciò che non mi veniva spontaneo. È stato questo il mio errore. Un errore lecito, devo dire, perché avevo ancora la speranza di poter diventare una persona che gli altri potessero stimare e quindi di conseguenza io potessi apprezzare, perché chi dice che il giudizio interiore non è subordinato al giudizio esteriore il 90% delle volte sta mentendo.

Molto semplice, le cose che mi piacevano erano un disastro. Mi piacciono tutt'ora e sono anche bravo: analizzare, sistematizzare, elencare, fare ricerche, fantasticare, comprendere, ma solo su argomenti selettivi che attirano la mia attenzione in modo ciclico. Ho iniziato a 6-7 anni e non ho mai smesso. Ad oggi credo di avere un'elevatissima consapevolezza che ho già capito renderebbe inutile qualsiasi percorso terapeutico. E poi ci sono le cose che mi sono sforzato di fare, cercando di diventare un'altra persona, inconsciamente all'inizio. Una persona pratica, non teorica. Una persona concreta, non astratta. Una persona impulsiva, non riflessiva. Una persona in grado di amare, di essere serena, di essere capace, utile, interessante. Ma non sono così e non lo sarò mai.

Io ci ho provato, certo che ci ho provato. Ho iniziato scoutismo, con entusiasmo, a 8 anni, eppure dopo poche settimane lo odiavo già. Eppure ho continuato, lo faccio ancora, più per paura di mollare tutto e deludere i miei genitori che per altro. Lo stesso vale per tante altre cose, come l'arrampicata agonistica, il liceo, il percorso per fare l'animatore al centro estivo. Faccio tante cose, ma per qualche motivo non ho amici. E queste cose continuano a non piacermi e continuo a non essere bravo. I risultati sono stati attacchi di panico frequenti per stupidaggini, frustrazione costante, piagnistei ridicoli. E non sono riuscito nemmeno ad amare la mia famiglia, figuriamoci gli altri.

Sono tanto deluso da me stesso. Non sono capace. Era tutto così semplice alla fine. Ho formato la mia identità molto presto e avrei dovuto mantenerla così, tutto il resto è stata una perdita di tempo. Avrò una vita pessima, che non ho mai voluto, limitata. Non avrò mai nessuno nella mia vita. Ho deciso di non fare più nuove esperienze, perché non mi va più di essere deluso. È tutta un'illusione, esattamente come quando mi innamoro di persone che non mi filano di striscio. D'ora in avanti diventerò una persona egoista, disgustosa, penserò solo a me stesso. Almeno sarò coerente. Sarò ciò che sono davvero e voglio vedere se qualcuno si azzarderà ancora a dire che "devo essere me stesso".

reddit.com
u/Academic-Buddy-4719 — 14 days ago