Cambiare azienda ad inizio carriera: una colpa o un bisogno?
Le generazioni fino a quella presente hanno sempre affrontato i problemi nel mondo del lavoro, non appena conclusi gli studi di ogni genere e livello, al di là di qualsiasi congiuntura economica o di avanzamenti tecnologici che mettano in forse il valore stesso delle proprie conoscenze o abilità.
Le scelte di vita sono già di per sé difficili, a partire da cosa studiare, spesso disallineato col mondo del lavoro, e proprio quest’ultimo offre una forte resistenza.
Le selezioni di lavoro sono complicate proprio dall'incertezza che domina l'economia, le decisioni aziendali, le decisioni delle persone.
C'è una naturale diffidenza fra aziende e lavoratori, acuita dalle pratiche HR ovviamente, ma possiamo dire che intrinsecamente vi sia una forte frizione all'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Le aziende poi sono innamorate dei concetti come "il mercato" quindi da un lato implementano condotte spietate e predatorie, dall'altro si lamentano per l'appunto dell'incertezza e del caos che ne derivano.
Agli inizi della propria vita lavorativa dunque le persone sono ingiustamente considerate inaffidabili, mentre lo sono anche e soprattutto le aziende, spesso dominate da "gruppetti di potere".
In parte è vero che le persone sono inaffidabili, ma ciò per fortuna è dovuto alle nostre libertà, ed è naturale se si pensa che all'inizio non si hanno le idee chiare.
Inoltre il mercato del lavoro cambia velocemente e nessuno si preoccupa poi di avere comprensione per chi non è super focalizzato su ciò che serve al momento, o ha una “motivazione” come quella richiesta dalle aziende fin dagli annunci di lavoro.
Non tutti poi sono ossessionati dalla carriera, ma non per questo debbono essere esclusi dal mondo del lavoro, laddove abbiano capacità e voglia di lavorare.
A volte poi l'impatto con il mondo del lavoro, per chi riesce ad entrare, ma anche solo con le selezioni di lavoro, specie quelle odierne, è devastante.
La mancanza di regole nelle selezioni di lavoro necessiterebbe di introdurre nuovi sistemi tracciati e vincolanti per entrambe le parti (vedi miei post precedenti).
Nella cornice di tali nuovi sistemi, una proposta interessante è il FONAP, un fondo obbligatorio per le aziende private, che provvederebbe al pagamento degli stipendi iniziali, in ambito entry-level soprattutto, ai lavoratori al posto delle aziende stesse, le quali però alimentano il fondo mediante degli anticipi in base alle assunzioni previste.
Alternativamente può esserci un sistema di rimborsi per il job-hopping precoce.
A tal proposito si possono leggere i post:
https://www.reddit.com/r/techcompenso/comments/1sgkij2/soluzioni_al_jobhopping_precoce/
https://www.reddit.com/r/techcompenso/comments/1shn27n/soluzioni_per_la_formazione_agli_junior/
dove trovate proprio un esempio concreto di tempistiche per periodo di prova, periodo protetto, periodo di garanzia, i capisaldi del sistema.
L'implementazione di questi due sistemi, alternativamente o insieme in modo armonizzato, ha indubbi vantaggi:
-permette un assestamento delle carriere iniziali dei giovani o in generale di chi necessita di lavorare e si reinserisce in un’azienda, nonché di chi non corrisponde perfettamente ai “personaggi lavorativi” ricercati:
-diminuisce i timori delle aziende circa l’abbandono precoce
-diminuisce i timori delle aziende circa la formazione
-diminuisce i timori delle aziende sulla motivazione o sull’indecisione delle persone
-calmiera il job-hopping precoce
-calmiera la predazione di lavoratori da parte di altre aziende
-risolve il problema della aziende che si dilungano nelle selezioni e inviano proposte di contratto a persone oramai occupate
-risolve il problema dell’interferenza dei job-hoppers con le posizioni entry-level
-risolve il problema della aziende che fanno eccessivo cherry-picking , o rifiutano chi è sovra-qualificato o ageé
-risolve il problema di chi si trova male o si rende conto che la scelta aziendale era errata, o è vittima di immediati soprusi
-permette passaggi indolori dei lavoratori fra un’azienda e l’altra, in forma di win-win-win concordati
-permette una formazione veloce ed efficace, migliori selezioni, una produttività in poco tempo, nonché un apprendimento delle soft-skill nella pratica
-permette periodi temporanei di lavoro in mansioni inferiori
-permette normale job-hopping di carriera in tempi fisiologici
-elimina la necessità di incentivi
ed altri vantaggi che potete capire con facilità leggendo i post precedenti, recenti e non.
Cosa ne pensate?
Vi siete trovati in situazioni all’inizio della vostra carriera o vita lavorativa tali da beneficiare di un sistema simile se fosse esistito? Invece di litigare con la vostra vecchia azienda, penare per trovarne una nuova, dare preavvisi, pagare penali, danneggiare la vecchia azienda e far buon viso a cattivo gioco nella nuova?
E la formazione fatta nella prima azienda, magari quella di base, era utile alla nuova?
O altre cose simili?
Scrivete la vostra esperienza nei commenti o i vostri giudizi sulle proposte di cui sopra, o sull’argomento in generale.
---------------
Il progetto HR Bullshit si avvia alla sua conclusione, sostenetelo chiedendo a gran voce i cambiamenti necessari.
Questo potrebbe essere uno degli ultimi post, vi raccomando la lettura dei vari pamphlet di approfondimento sul profilo, ormai oggetto di culto fra gli appassionati della materia.
Copyright hrbullshit 2024/2025/2026/etc