Lettera che non leggerai mai.
Caro ...,
il solo fatto di non avere più il diritto di chiamarti "amore mio" mi fa l'effetto di un pugno allo stomaco. Ma abbiamo deciso così, ché né tu né io stavamo più bene in quella relazione.
Tu sei stata la persona cui ho legato la mia identità negli ultimi tre anni, quella che non ho mai smesso di voler scoprire ogni giorno. Mi piaceva chi ero al tuo fianco, mi piacevano le conversazioni che avevamo e le sfide che ci lanciavamo.
Mi hai fatto riscoprire il sesso, mi hai fatto dire "ti amo" credendoci davvero. Mi hai portato fuori dalla mia zona di comfort.
Ma al tuo fianco mi sono sentita anche sempre più insicura, perché non riuscivo a capirti fino in fondo e, di conseguenza, per quanto mi sforzassi, non mi sentivo mai abbastanza.
Poi mi hai detto che non eri più felice in questa relazione. Mi hai spezzato il cuore, perché avrei dovuto scegliere tra quello che volevo io – te – e l'unica scelta sensata da fare per la persona che ami – lasciarla andare.
Dimmi cosa mi rimane ora: io voglio sentirti, rivoglio le nostre conversazioni, le nostre sfide. D'altronde, me l'hai proposto tu di rimanere amici. Io ho accettato: mi rendeva forte l'idea di essere finalmente libera dal peso della relazione che stava offuscando la nostra luce. E che questa potesse tornare a brillare. Ma sono tre giorni che non ti sento e non mi aspetto ormai qualcosa di diverso domani, o il giorno dopo ancora.
Ti prego, non tagliarmi fuori completamente. Ma come ci riesci, dopo tutto quello che abbiamo vissuto insieme, a non scrivermi più, a non accertarti che io stia bene?
Dimmi che mi sogni, proprio come faccio io. Dimmi che ti manca il contatto con la mia pelle, i nostri baci, le nostre carezze.
Non posso essere solo io a sentirmi così. Oppure, dimmi che stai cento, mille volte meglio ora, senza di me. Ma non lasciarmi sola nel silenzio. Mi fa paura questo vuoto.
Buonanotte.