CAP. III: In Nomine Stocazzo
"Rieccoci gente. Terzo pippone perché si sa: non c'è due senza tre.
Avete presente a messa, quando c'è il "Lodiamo a Te, o Signore"? Cambiamolo perché a furia di spappagallare poi ci si rompe il cazzo no? Ecco: In Nomine Stocazzo.
Leggetela, la parola Stocazzo... non è bella? Non è sincera? Non è... libera? No, perché è una parolaccia, una parola brutta da non dire perché se no Dio ti punisce. Sapete cosa? Stocazzo. L'8x1000? Stocazzo. Le offerte di €2 alla statua d'oro finto della Santa Vergine Maria la Madonna Impigliata nei Cespugli del Cristo Martoriato solo per accendere una candela elettrica che non fa un minimo di luce? Stocazzo. Confessare di esistere ad uno sconosciuto dentro uno sgabbiotto? Stocazzo. Stocazzo gente. Me-ne-fot-to. Me ne fotto del dogma. Me ne fotto delle dottrine d'Oltralpe. Me ne fotto di... tutto ciò che è il Cristianesimo. In Nomine Stocazzo appunto.
Oh... finalmente. Non vi sentite più leggeri a leggere tutto ciò? Io sì. Io scrivo, leggo, tengo, cambio... e mi sfogo nel mentre. A volte mi si alleggerisce troppo la crapa e mi gira, ma ne vale la pena cazzo. Ne vale la pena di stare male raccontando il male.
Sapete... ho una teoria, avendo letto Lucrezio. Aponia e atarassia no? Eliminarli per raggiungere la serenità individuale. Poi arrivano l'amore per la donna, la passione, i simulacra, i sogni erotici... il male del male. Ed ecco che scatta la scintilla: vi ci mettete insieme. Dopo un pò parte il primo atto sessuale: da lì non tornate più indietro.
Come dice Lucrezio, l'atto sessuale è una lotta aggressiva e determinata nel diventare uno solo. Ma se siete uno solo, l'individuo maschile cercherà sempre la serenità tramite afonia e atarassia, ma esse arriveranno sempre dall'individuo femminile. Il maschio allora se ne libera. E quelle tornano. Libera, torna, libera, torna... un loop infinito.
E non ne avrete mai abbastanza di raggiungere la serenità, e continuerete, e continuerete... avrete sempre più sete, ma come nei sogni non si riesce a bere, così anche voi con la serenità.
TUTTO CIÒ si collega alla Peste di Atene: i corpi per le strade, nei templi... e ammassati sulle fontane. Il respiro mozzato dall'acqua. La sete implacabile che li ha uccisi. Così l'amore, la passione. Man mano che si cercherà la serenità, voi sarete morti dentro, ma inconsci di esserlo da fuori.
Lo so, lo so... non c'entra niente con Dio. Ma sapete... Lucrezio condannava la Religio. Così io la religione. Uff, che pomeriggio... bello per carità, sole e tutto. Ma è... pesante, non so perché. Di sicuro Dio non mi starà punendo mentalmente di aver scritto tutta sta roba. Pfft...
Ebbene sì ragazzi, come disse l'incommensurabile Per "Dead" Yngve Ohlin (e poi Attila Csihar) nella title track del loro più celebre album, De Mysteriis Dom Sathanas (informatevi capre)... Heic Noenum Pax. Non c'è pace. Come non c'è Paradiso nè Inferno. Solo lo spazio immenso e un nucleo incandescente. È tutta scienza, gh'è nient da fà. Devo dire che, rileggendo il tutto, è bello lungo sto capitolo. Ma meglio oh, almeno non sbatto la testa contro il muro (vabbè su un libro ma dettagli).
Che si fa?
Si chiude qua?
Bah...
VEDREMO.
Fine Cap. III"