Servizio Civile = suicidio lavorativo?
Ciao a tutti, sono M28 e lavoro in ambito Ambiente da 2 anni con laurea triennale e master.
Vado al sodo: ho l'opportunità di fare un anno all'estero (entroterra portoghese) grazie al servizio civile ed è un'occasione che vorrei sfruttare, non sono mai stato all'estero per lunghi periodi, e il progetto a cui aderirei è molto interessante.
Da una parte ho una voglia tremenda di andarmene e fare tutt'altro prima di evolvere la mia situazione (vivo ancora con i miei, si parlerebbe di andare a convivere con partner), dall'altra c'è molta insicurezza perché in questo momento ho un contratto indeterminato con buona RAL (28k) e la situazione geopolitica non è delle migliori e al mio ritorno non so come sarà il mercato del lavoro.
Il SCU mi darebbe uno "stipendio" di 527 euro + indennità giornaliera per un totale di 800 euro circa. Oltre, a mio parere, ad una marcia in più con l'esperienza e l'apprendimento di una lingua.
Devo ancora parlare con la mia azienda per una eventuale aspettativa del lavoro ma dubito che me la concederanno (CCNL parla di "motivi famigliari"). Nel caso peggiore valuterò le dimissioni ma come riportato sopra mi spaventano abbastanza, e da qui il titolo: come lo vede un'azienda questo periodo di SCU? Potrò ancora far leva sul possibile nuovo contratto con le condizioni che avevo prima del Servizio Civile?