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non mi sento più viva

ciao a tutti,
F26 e non so da dove iniziare, ma voglio raccontare ciò che mi sta accadendo, forse da sempre, forse dagli ultimi mesi.
vengo da una famiglia numerosa che ha avuto e ha problemi economici, un padre che è stato violento, una madre che ha sofferto di attacchi di panico e depressione e ha sempre scaricato le due frustrazioni tantissimo su noi figli. il mio primo pensiero di morte credo di averlo avuto intorno ai 11/12 anni, mi sentivo già a disagio nel mio corpo, sempre troppo grassa, sempre troppo brutta, la situazione in casa mi creava ansia e poi sono stata vittima di bullismo alle scuole medie.
ho iniziato a praticare autolesionismo ed era la mia unica valvola di sfogo, mi sentivo completamente diversa da tutti, non riuscivo a integrarmi ed ero comunque stata isolata a scuola dai miei coetanei.
mi sono rinchiusa a casa parlando con persone della mia età conosciute online per tutti gli anni delle medie.
ho chiesto aiuto, anche se era evidente ne avessi bisogno e i miei genitori mi hanno portata da uno psicologo, trovarono un’associazione che offriva il servizio gratuitamente e ho potuto fare un percorso con loro.
ci sono andata circa dai 13 ai 16 anni, poi lo psicologo venne trasferito e decise che era ok interrompere il percorso perché avevo gli strumenti per proseguire da sola.
stavo effettivamente meglio, ma lottavo per essere come gli altri, fare le cose che facevano gli altri e non essere più sola, tuttavia avevo delle ricadute, ma non ricordo episodi particolarmente significativi, avevo comunque abitudini malsane, mi sottoponevo a digiuni frequentemente, ho commesso furti e un giorno sì e uno no fumavo canne.
a 18 anni conosco il mio ragazzo, mi sento felice e con lui sono me stessa, é tutto ciò che desideravo e non potevo credere che qualcuno potesse amarmi o provare attrazione per me, smetto di fare cazzate e persino di fumare se non in rarissime occasioni, ma non più con l’obiettivo di essere stordita.
a 19 anni mio padre mi picchia, per un motivo futile, ma mi picchia in un modo che mai avrei immaginato, al punto che pensai di morire, non entrerò nei dettagli, ma alcuni attimi li ho ancora impressi, smetto di parlargli per un anno, nonostante il lockdown. programmo il mio trasferimento con il mio ragazzo in altra regione per l’anno successivo.
poco dopo l’accaduto lui si era appena trasferito e io mi trovai sola a gestire il tutto.
ci trasferiamo e io passo i primi mesi in grande difficoltà perché non trovo lavoro, poi riesco a trovare un lavoro come cameriera, poi un altro ancora, faccio una vita completamente sballata lavorando la sera fino a tardi e dormendo molto al mattino, inizio a smettere di mangiare e perdo nel giro dell’estate più di 10kg, e piano piano cambio vari lavori per cercare qualcosa di migliore.
passo un periodo di disoccupazione in cui di nuovo sto male, non ero più motivata in nulla, non trovavo lavoro e non vedevo nessuna via di uscita, comincio nuovamente ad avere pensieri non allegri ma non accade nulla. infine trovo il mio lavoro attuale, lavoro che mi sembrava un sogno e invece è una gabbia dorata, mi hanno fatto un contratto decente, sono full time, ma in poco più di due anni che sono qui mi sono completamente esaurita.
la pressione psicologica é tanta ed è mascherata da amicizie, ma non appena succede un casino é colpa mia, da ormai un anno stavo male, ero stressata per motivi personali e lavorativi, avevo delle fortissime emicranie che mi costringevano a letto per ore nel buio totale. ho iniziato a perdere interesse per ogni cosa, mi alzavo, mi preparavo e andavo a lavoro, nient’altro, nessuno svago, nessun interesse, mi sentivo un fantasma una volta fuori da lavoro, anche perché a lavoro concentravo tutte le mie energie per essere quanto più normale possibile.
decido di intraprendere un nuovo percorso psicologico, ho la sensazione di starmi perdendo nuovamente.
di recente però é come se tutto si fosse amplificato e dopo un problema sul lavoro e giorni di ansia costante, non ce l’ho più fatta. mi sono di nuovo tagliata e ho deciso di ingerire parecchie pillole di un farmaco che avevo in casa, l’ho premeditato ed è stata l’unica cosa che mi ha tranquillizzata, ho deciso che era l’unica cosa da fare, che non sarei riuscita a sopportare di vivere così, mi dispiaceva per la mia famiglia e il mio ragazzo, ma in quello stato ero solo un peso per tutti, volevo che finisse tutto. il mio ragazzo mi vede strana dopo qualche ora dall’assunzione e io vuoto subito il sacco dicendo ciò che avevo fatto, ma mi vergogno, non voglio andare in ospedale, alla fine non ho avuto gravi effetti e mi sono addormentata, pronta per andare a lavoro il giorno dopo, fingendo che non sia accaduto nulla. contatto la psicologa per raccontare l’accaduto, nel frattempo mi sento un’idiota per aver fatto un tentativo così patetico.
la psicologa mi manda in psichiatria, vado due/tre volte, ma non mi sono sentita capita, specialmente con l’ultima seduta durata poco più di 10 minuti.
torno a casa con uno stabilizzatore dell’umore.
ora sono passati quasi due mesi da quando è accaduto e io continuo ad avere pensieri di morte, continuo a tagliarmi e ho perso interesse verso ogni cosa. mi sento sopraffatta dalla vita, dal lavoro, dagli impegni quotidiani, dalla mia relazione che sto trascurando e ho paura di perdere, non riesco a capire come devo fare per poter sopravvivere, vorrei scomparire e basta. non so davvero che fare. penso spesso a un altro possibile tentativo, mi sento come se la mia storia non possa che finire così, non riesco ad immaginarmi in un futuro, sto solo ferendo chi ho accanto.

volevo solo “parlarne”.

mi scuso per eventuali errori, l’ho scritto di getto

grazie a chi leggerà tutto

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u/Conscious-Cow-5082 — 5 days ago