u/BumblebeeFun7753

ciao a tutti, sono venuto a conoscenza di un fatto che ritengo inquietante e sono combattuto su come affrontare la cosa.

Ho ripreso da un paio d'anni a frequentare un'amica dopo qualche tempo di distanza (geografica). Lei ha due figlie , una ormai grande che si è trasferita in Francia per l'università e una più piccola che vive ancora con lei. Negli ultimi anni sono cambiate molte cose nella sua vita e si è rivolta a una psicologa per avere supporto, è ormai qualche anno che fa terapia. Mi è parso che fosse cambiata molto, che avesse trovato la forza e il modo di reagire per andare avanti superando quegli eventi di grande cambiamento che l'avevano portata in terapia. C'è comuqnue qualcosa che non mi convince, è diventata molto piu egocentrica, talvolta irrispettosa e incurante delle altre persone, famiglia e amici. Quando parla di se parla della sua posizione lavorativa e della sua carriera, mai della persona, come se fosse solo quello che fa. Ora il punto critico è che la figlia ha ormai fatto tre sedute di terapia con la stessa psicologa, guardando il codice deontologico italiano non mi sembra che sia una cosa normale ne regolare, almeno secondo gli art. 26 e 28, ma loro sono in un'altra nazione. Mi domando come può una psicologa prendere in cura un paziente di cui non può avere un immagine neutra e imparziale, rischiando di compromettere il rapporto tra madre-figlia e di fatto atteggiandosi a burattinaia. La figlia si fida della madre e non ha nemmeno pensato a questo. Io non so come approcciarmi a questa situazione, vorrei solo tutelare la ragazza a cui sono molto legato e far capire alla mia amica che indipendentemente da dove sia arrivata l'idea (lei o la psicologa) una professionista non dovrebbe accettare ne tantomeno promuovere ed eventualmente rifiutarsi di svolgere tale attività.
grazie

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u/BumblebeeFun7753 — 16 days ago