u/Andrea_Curto

Questa introduzione... introduce?

Ciao a tutti, sto scrivendo un piccolo romanzo e man mano che vado avanti mi chiedo se non sto essendo troppo confusionario. Vi lascio di seguito il capitolo 0, l'introduzione. Mi fate una critica onesta?

Grazie mille!

Dal Diario di Bryan Esposito:

Sveglia.

Caga.

Doccia.

Colazione.

Parti di corsa e vai al lavoro che è già tardi.

Siediti e fai il tuo compitino.

Pranza.

Due chiacchiere con i colleghi.

Una veloce telefonata.

Torna a sedere e fai quello che ti dice il capo.

Controlla ansiosamente l'orologio.

È quasi ora.

Parti di corsa.

Aperitivo con gli amici.

Anche oggi la tipa non ci sta.

Torna a casa e fatti una sega.

Cena.

TV

Poi a letto scrollando sul tablet fino a quando ti addormenti.

Ripeti.

Ripeti.

Ripeti...

Questa era la mia vuota vita all'apice del ventesimo secolo.

Ma un giorno una scintilla è scoppiata dietro la mia fronte e ho iniziato a immaginare.

Una società diversa.

Che potesse conquistare il mondo.

Renderlo un posto adatto a me e quelli come me.

Perché prima o dopo saremo di nuovo uniti.

E sarò la guida.

E sarò la punta della lancia.

Ethan era seduto a bordo vasca. La piscina di Everen era piena di gente per la festa del 4 luglio, il giorno dell'insurrezione di Bryan Esposito. Non conosceva la storia dell'eroe della Confederazione, sapeva solo che era un giorno molto speciale perché era anche il suo sesto compleanno. Per regalo i genitori Stewart e Gisiga gli avevano regalato una giornata diversa dal solito. Ethan li vedeva in lontananza mentre stavano brindando, seduti a un tavolino del bar. Insieme a loro una coppia di amici e vicini di casa: Edren e Almira, i genitori di Serena. Lei stava ancora danzando il ballo di gruppo che gli animatori insegnavano ai frequentatori del centro balneare.

Un passo a destra, poi uno a sinistra.

Giravolta e poi clap clap con le mani.

Un passo a sinistra, poi uno a destra.

Un salto di 180° e stamp stamp con i piedi.

Ethan si era stufato, voleva imparare a nuotare.

Guardava le bracciate dei bambini più grandi, come restavano a galla e con che naturalezza si spostavano nella vasca. "Non mi sembra poi così difficile", pensava. Dondolava i piedi nell'acqua alzando piccoli schizzi. Poi si girò alla sua destra per cercare Serena. Stava ancora ballando. Era in prima fila insieme ad altri bambini della loro età. Dietro c'erano gli adulti, soprattutto anziani. I due animatori erano davanti a tutti, a bordo pista, con dei pantaloncini corti blu, una maglietta gialla a maniche corte con la scritta "Staff" sulla schiena e un cappellino con visiera nero con lo stemma della città di Everen: un portale su sfondo azzurro con sopra una montagna verde e sotto lo scorrere di un fiume.

"Se ci fosse lei con me avrei il coraggio di tuffarmi." Mamma e papà gli avevano proibito di entrare in acqua da solo e lui era un bambino obbediente. Erano ancora seduti. Vicino a loro, da solo su un altro tavolino, un altro uomo che abitava nella loro stessa via. Era stravaccato sulla sedia. Anche da lontano Ethan vedeva che la sua maglietta grigia era zuppa di sudore. Ogni tanto dava un'occhiata al suo Life Assistant, simile a uno smartphone del secolo passato, e poi lo riposava sul tavolino. Bevve un sorso della bevanda davanti a sé tirando su dalla cannuccia colorata e poi si mise a fissare la bagnina che era in piedi sulla sua torretta. Lei era alta e snella, capelli rossi lunghi. Dopo essersi accertata che tutto intorno a lei fosse tranquillo, si mise a sedere. Poco dopo era immersa nel suo Life Assistant, o 'Asso', come spesso lo chiamavano gli adulti.

A destra Ethan poteva vedere dei ragazzi, due maschi e due femmine, che stavano giocando sul campo di Virtualball. Con addosso le loro visiere lanciavano, alzavano e colpivano una palla che solo loro potevano vedere. I campi in cui si giocano partite ufficiali mostrano agli spettatori tramite un ologramma quanto vedono i giocatori e possono così seguire la partita. Qui invece non era stato messo neanche uno schermo tradizionale.

Ethan picchiettava nervosamente il bordo con le mani. "Dovrei tuffarmi." Si guardò freneticamente intorno, senza sapere veramente cosa stava cercando. Il cuore batteva forte.«Serena!» urlò. Ma lei aveva solo orecchie per la musica diffusa dagli altoparlanti. Tornò a guardare i bambini più grandi che si divertivano tuffandosi nell'acqua e facendola schizzare più in alto possibile. "Posso farcela" e lentamente si alzò in piedi. "Non sembra molto difficile." disse a sé stesso davanti a quella vasca che a lui sembrava immensa. Piegò leggermente le ginocchia: "Posso farcela." ripeté a se stesso. Unì le mani davanti a sé: "Ce la devo fare!" si incoraggiò ancora. Piegò in avanti il busto, pronto a balzare nel blu: "POSSO FARCELA!!" Chiuse gli occhi e... non saltò.

"Provo a chiedere di nuovo a papà se mi insegna. Speriamo che adesso abbia tempo." e con questa risoluzione si girò per andare al tavolino del bar dove i suoi genitori stavano ancora ridendo, scherzando e godendosi la bellissima giornata estiva. Pochi passi e...

BAM!

Qualcuno lo urtò e Ethan perse l'equilibrio e...

SPLASH!

In un attimo si trovò immerso nel liquido freddo. Cercò di imitare meglio che poteva i movimenti che aveva visto fare agli altri. Ma sembrava tutto inutile. Non sapeva più dove era il sopra e dove il sotto. Gli veniva da piangere e da urlare ma nessuno poteva sentire il suo grido di aiuto. Il sapore del cloro dalla bocca si faceva strada fino al naso. Non sapeva quanta ne aveva già bevuta. Doveva respirare, in qualche modo. Doveva respirare e ci provò. Il petto gli bruciava. Vedeva intorno a sé i colori dei costumi di altre persone. Possibile che nessuno si accorgesse di lui? Possibile che nessuno facesse niente?

Si sentì sempre più debole. Non riusciva neanche più a pensare. Intorno a sé sembrava che l'oscurità stesse inghiottendo il mondo. Chiuse gli occhi e senza che nessuno glielo avesse mai insegnato, iniziò a pregare. E poi... Ethan non era più nella piscina.

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u/Andrea_Curto — 3 days ago