u/Alma-nova

"Single cattolici": ma bisogna proprio parlarne?

"Single cattolici": ma bisogna proprio parlarne?

Sono rimasto colpito dall'uscita di questo libro:

"Né carne né pesce? - Vivere da single cattolici" di Chiara Bertoglio e Luciano Moia

Non è del libro che voglio parlare, anche perché non l'ho letto, ma proprio del merito della questione in sé.

Mi sono tornate in mente le varie volte in cui ho letto qua e là in rete alcuni articoli e discussioni riguardo al fatto se nel Cattolicesimo (e/o nel Cristianesimo in generale) ci dovesse essere o meno qualcosa (percorsi, pastorale, ecc.) di apposito per chi non è né sposato né consacrato/sacerdote.

Ora, io parlo da appartenente alla categoria - e non mi pesa esserlo.
E non mi riconosco per nulla in questo desiderio di vedersi riconosciuto uno "spazio particolare".

Da sempre (e secondo me non è sbagliato, e ve lo dice uno che ha cambiato idea nel corso degli anni) l'insegnamento della Chiesa propone per la vita adulta del credente quelle due strade, punto. Non c'è qualcos'altro di formalizzato.

Attenzione: ci sono persone che in tutta onestà e sincerità, specie dopo aver fatto un percorso (direzione spirituale, discernimento vocazionale) alla fine non si ritrovano comunque né in un senso né nell'altro?
Certo che ci sono. E:

  1. mica sei un mostro spregevole se non hai l'attitudine a stare in coppia, e non per motivi egoistici.
  2. una cosa in cui continuo a non essere d'accordo però è, mi è capitato di leggerlo, l'idea secondo la quale se non te la senti di formare una famiglia devi avere qualche problema*.
  3. non essere né sposati né consacrati non autorizza a compiangersi e compiacersi della propria condizione pretendendo qualche trattamento speciale.

Bene, a posto così. Stop.

Si può contribuire alla costruzione del Regno di Dio in terra anche nella condizione di laico celibe/laica nubile? Certo!

Per dare una bussola alla propria vita in Cristo abbiamo i Comandamenti, le Beatitudini, le Opere di Misericordia. Ci sembra poco?

Non è che perché non hai formato una famiglia, o non fai parte di un ordine religioso (anche nelle forme meno note, come i Terziari, o voti privati) o non sei pastore di parrocchie sei meno parte della Chiesa. Ma che scherziamo?

A parte che la condizione è menzionata e riconosciuta più volte nei testi:

Catechismo 2231
Relazione finale del sinodo sulla famiglia 22
Amoris Laetitia 158
Christus Vivit 267

Non corriamo il rischio di "atomizzare" la pastorale, se iniziamo a fare che ogni singola categoria sociologica abbia la sua pastorale?

A chi potrebbe parlare della mancanza di formazione specifica (ad esempio rispetto ad esempio agli incontri 'per famiglie'), dico: esatto, noi celibi/nubili non abbiamo bisogno di una formazione specifica, su cosa diamine dovrebbe essere? A parte che qui da me quasi tutti gli incontri targati "per famiglie" sono presentati anche per gli adulti in generale.

E poi quasi tutte le diocesi fanno formazione generale su varie cose, ad esempio da me l'ufficio diocesano Cultura e la Pastorale Giovanile hanno organizzato percorsi di approfondimento della Bibbia, in estate a fianco dei campiscuola estivi di ragazzi, giovani, famiglie ecc. c'è anche un "campo biblico-culturale" al quale intervengono biblisti e altri studiosi. Poi durante l'anno ci sono vari incontri sull'approfondimento della spiritualità cristiana nella letteratura, cinema, ecc.

Su Aleteia Italia ci sono tutti questi articoli, ancora raggiungibili: https://it.aleteia.org/tag/single

Specifico che lanciando questa discussione intendo persone che, per via di una buona adesione all'insegnamento cristiano, si astengono da qualsiasi azione di sessualità attiva.

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* Ho voluto specificare quel punto perché, giuro, mi è capitato di leggere questo (tenetevi forte)

La vocazione al celibato è qualcosa di per nulla scontato che rappresenta un "di più" rispetto alle possibilità della persona comune. La presenza di questa chiamata è un "meglio", ma la sua assenza non è una privazione. La vita coniugale invece è entro le possibilità della persona comune. L'incapacità di intraprendere perfino quella rappresenta un difetto, dove con ciò non intendo necessariamente una mancanza morale ma anche eventuali problemi di carattere fisico o mentale che sono impedimenti al matrimonio.*

u/Alma-nova — 4 days ago