u/Przeklenstwo

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Perché avete la soglia dell’attenzione di un criceto rincoglionito?

Ve lo dico senza giri di parole, secondo me c’entra eccome l’abitudine a vivere di scroll, video da 15 secondi e contenuti tritati finché non resta niente. Tutto veloce, tutto condensato, tutto fatto per non farti mai stare fermo abbastanza da dover ragionare davvero, e mi sento un boomer del cazzo a dirlo, ma cristo mi fate dare ragione ai bauscia ultranovantenni se andate avanti così, e di anni ne ho 34.

La cosa si vede benissimo sul lavoro, faccio il sysadmin e vedo colleghi freschi di studi che con una documentazione scritta si perdono alla seconda riga, con un video sbuffano se dura più di 30 secondi, e appena una spiegazione richiede un minimo di continuità mentale ciaone proprio.

Il problema non è solo che non hanno voglia, il problema è che molti non sono più abituati a stare dentro un ragionamento lungo, a seguire un flusso, a tenere insieme i pezzi, nel nostro mestiere questa roba non è un optional.
Devi leggere, capire, collegare, testare, correggere, se ti perdi dopo due minuti, poi il casino lo pagano gli altri, oppure parte la chiamata teams dove mi frignate per due ore che avete spaccato tutto, poi vai a vedere e avete semplicemente saltato una vigoletta in un config, e vi bastava leggere... MA NON LEGGETE CAZZO.
Sono ormai mesi che andiamo avanti perculando allegramente un ex collega che ha mollato per andare a fare lo sbirro, e infatti è perfetto per fare il carabiniere visto che non sapeva leggere nemmeno le guide passo passo.

Chiaro, il mercato del lavoro fa schifo, gli stipendi spesso fanno schifo, e non hai nessun obbligo morale di spaccarti la schiena per una pacca sulla spalla, fate benissimo a staccare appena scatta l'orario di fine turno e fanculare tutti alla richiesta di reperibilità e straordinari, la vita non ve la restituisce nessuno.
Sono il primo a dirvi di fare il minimo sindacale, pero va fatto BENE.

Quindi sì, la mia impressione è questa, non è che manchi solo la bravura, vi manca proprio la capacità di comprendere davvero cosa state facendo.

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u/Przeklenstwo — 2 days ago

Non trovo più questo pezzo

Ciao a tutti,
stavo cercando un pezzo, credo sia fine 90 inizi 2000, era la storia di questo ragazzo che diventa improvvisamente padre, lascia casa e va a fare il carabiniere, si trova in piazza armato a puntare la pistola/fucile contro la gente, inizia a pentirsi della scelta, torna al "suo paese, il suo giardino, il suo quartiere".
Qualcuno ricorda il titolo?

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u/Przeklenstwo — 3 days ago
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RANT NERD GGGGGGGGGGRILLL: Vi fate infinocchiare male, o sono io troppo critico?

Ciao a tutti,

un altro post mi ha fatto salire il sangue al cervello e mi ha fatto pensare che forse, davvero, i maschietti italici hanno la memoria cortissima. O forse fanno finta di avercela corta, che è pure peggio. Mi rivolgo soprattutto a chi è nato entro il 1994, perché oltre siamo già in un altro film.

Premessa obbligatoria, così nessuno prova a fare il fenomeno da due lire: non sono qui a fare il piagnisteo da incel. Ho sempre avuto relazioni lunghe e serie, compresa quella attuale. Quindi no, non sto parlando per frustrazione sentimentale. Sto parlando di esperienza reale, vissuta sulla pelle, con una memoria che funziona e non finge di non vedere.

Argomento: le famose nerd gggggrilll gamerzzz

Torniamo alle elementari. Game BOY in mano, scritto proprio così per un motivo.

Quanti maschi ne avevano uno? Tanti. Quante bambine ne avevano uno per vero interesse, non per moda, non per noia, non per il solito “passamelo perché ce l’hai tu e quindi lo voglio anch’io”? O magari perchè mamy e papy l'hanno comprato al fratellino, e lei doveva averlo uguale per poi buttarlo sotto al letto dopo un paio di giorni... Ve lo dico io, poche, pochissime al punto che non arrivavano ad essere una per classe.

E quante erano davvero dentro al mondo dei giochi, delle meccaniche, delle serie, dei personaggi, con una cultura nerd seguita con costanza e non con la foga di due pomeriggi? Zero.

Quante conoscevano davvero Banjo Kazooie? (ricordatevi questo nome) Quante stavano su Mario Party senza annoiarsi dopo cinque minuti? Quante se la facevano sotto con Resident Evil? Quante a giocare a Zelda? Ma che soprattutto rimanevano dentro a questi mondi, invece di usare tutto come passaggio temporaneo o accessorio? E nel frattempo, quanto cazzo di interesse avete ricevuto voi per le vostre passioni? Esatto.

Al massimo era il contrario, eravate quelli da emarginare.

La realtà era questa: il mondo nerd, da piccoli, era roba da maschi. Punto. Le femmine, nella media, stavano altrove. Se andava bene guardavano da fuori, se andava male proprio ti ridevano in faccia. E no, non sto dicendo che non esistessero eccezioni, sto dicendo che la media era quella, e la media è sempre stata il dato che contava.

Alle medie cambia qualcosa? No. Cambia zero.

PS2, Xbox, GameCube. Stesso identico film. I maschi passavano ore a spaccarsi la testa su giochi, trucchi, guide, riviste, forum, memory card moddate, segreti, easter eggs, mod... Le femmine, nella stragrande maggioranza dei casi, finivano su The Sims, Nintendogs, Animal Crossing, Cooking Mama e fine della storia, e questo se andava bene visto che tutto questo era ancora visto come roba da sfigati, da bambini, da quelli da tollerare ma non da desiderare.

E qui arriva il punto che molti stanno facendo sparire dalla memoria: mentre i maschi venivano presi per il culo, etichettati, ignorati o trattati come disagiati per le loro passioni, loro quelle stesse passioni le vivevano davvero, in profondità, e continuavano a coltivarle pure se fuori facevi schifo socialmente.

Poi arrivano le superiori, e lì si vede ancora meglio la gravità della situazione.

Se eri un maschio che parlava di gaming, manga, anime, hardware, mod, PC, LAN Party, retrogaming o altre robe del genere, eri già marchiato. Se eri una femmina... Ah no qui non c'erano ragazze, proprio caput, chiuso.

Perché la verità era una sola, ed era pure abbastanza banale: l’attrazione era quasi sempre per il bel faccino, per il bel soldino, per il tipo che stava bene fuori. Non per il nerd, non per quello che sapeva fare ed era utile solo quando il pc di casa usato per vedersi le foto scattate con giggino o'calciatore faceva i capricci.

Ti salvavi forse se giocavi solo a Fifa e porcate simili da normula, forse forse se giocavi a NFS e in combo avevi il papy che ti portava a scuola con un Clio RS/F1 bombardato, Golf GTI, Impreza WRX, Lancer, 350Z, Type R, o magari perchè arrivavi in Cagiva Mito... Non perché fossero “nerd”, erano solo un giustificativo ai giochi di guida, ma perché il costo percepito, il pacchetto, lo status, l’immagine, salivano, e più saliva quello più saliva pure l’interesse.

Quindi no, non raccontiamoci la favola che “tutti erano uguali”, perché non è vero un cazzo. Per anni c’è stata una differenza enorme tra chi viveva davvero quel mondo e chi lo guardava da fuori, e spesso lo disprezzava pure. E adesso, come per magia, dopo social, piattaforme, monetizzazione, trend, contenuti facili, algoritmi e tutto il circo del cazzo, ecco comparire le nerd girl gamer come se fossero sempre esistite allo stesso livello culturale e tecnico di chi quella roba se l’è mangiata per anni.

Ed è qui che a me parte il veleno.

Perché non è la stessa cosa. Non è la stessa cosa essere cresciuti dentro un ambiente che ti prendeva per il culo per le passioni, ti isolava, ti faceva sentire fuori posto, e comunque andare avanti, studiare, approfondire, vivere quel mondo davvero. Non è la stessa cosa rispetto a entrare quando tutto è già stato ripulito, normalizzato, venduto e reso instagrammabile. Non è la stessa cosa arrivare dopo e presentarsi come se ci si fosse sempre stati.

Certo, le eccezioni vere c’erano, ma erano rare eccezioni, non la norma. Il resto era un mare di superficialità, distanza, disinteresse, presa per il culo o opportunismo. E oggi questa roba viene riscritta come se fosse sempre stato tutto uguale. Ecco, quello sì che mi fa girare le palle.

Perché la memoria corta non è solo fastidiosa, è uno schifo, la cosa che permette a certa gente di riscrivere il passato, ripulirsi la faccia e venire a fare parte della scena come se non avesse mai guardato dall’alto in basso chi quella scena l’ha tenuta in piedi davvero, chi l'ha costruita e mantenuta economicamente profittevole altrimenti sarebbe sparita, e loro oggi ci fanno i soldi sventolando due tette sul viola.

Ah comunque tutto ciò continuando a darla a giggino o'calciatore che nel frattempo ha scoperto che esiste LOL o X titolo per pura moda, mentre noi giocavamo già da secoli al primo dota, a wow, a ultima e chi più ne ha più ne metta...

Io non capisco veramente come facciate ad accogliere questa gente quando vi ha discriminato per tutta la vita, rovinandovi anche l'infanzia.

Io sono stato fortunato perchè prima di tutto mi ha salvato il belfaccino, ma non posso dire che abbia spianato tutte le difficoltà di fronte a queste soggettone, e soggettoni visto che il discorso si potrebbe allargare tantissimo anche alla società dell'epoca.

Ah ricordate quel titolo che dovevate tenere a mente?
Chiedete a una GGGGRILLLL GAMMMERZ se ha mai giocato a Yooka Laylee, se è un titolo "originale" secondo loro... se è una di quelle perle Rare.
Chi vuol capire, capisce.

Questa è la realtà. Il resto è marketing, posa e amnesia selettiva.

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u/Przeklenstwo — 3 days ago

Software personale concesso ad azienda

Buongiorno a tutti,

vorrei un parere su una situazione un po’ delicata riguardo un software sviluppato inizialmente per uso personale, poi adottato anche dall’azienda per cui lavoro (settore manifatturiero).

Sono assunto come tecnico sistemista presso una società italiana controllata da una realtà estera. Il mio contratto però è con la SRL italiana e non ricopro il ruolo di sviluppatore software.

Nel tempo libero ho sviluppato un’applicazione che mi aiutava a velocizzare diverse attività operative e diagnostiche. Successivamente il software è stato visto da colleghi e titolare, che ne hanno richiesto l’utilizzo perché ritenuto molto utile.

Preciso che la quasi totalità dello sviluppo iniziale (direi circa il 70%) è stata fatta fuori orario lavorativo, utilizzando il mio tempo personale. In seguito mi sono state richieste alcune modifiche e funzionalità aggiuntive, che ho implementato anche durante l’orario di lavoro perché utili alle attività aziendali.

Negli ultimi tempi però il clima lavorativo è diventato piuttosto pesante e sto iniziando a valutare l’ipotesi di andarmene oppure il rischio di un futuro licenziamento.

Per questo motivo mi sto chiedendo se sia legittimo mantenere un sistema di “licenza” o revoca remota del software. In pratica, l’applicazione contatterebbe periodicamente un mio server per verificare la validità della licenza; in caso negativo si chiuderebbe mostrando un errore API farlocco, diventando inutilizzabile.
Io non accedo MAI da remoto ai loro sistemi, quindi non credo sia configurabile l'accesso non autorizzato a sistema informatico, è il software che chiama il mio server e chiede "posso partire?"
Per vederlo inoltre dovrebbero decompilare il software, che è anche offuscato, quindi credo che già li facendo reverse sarebbe una violazione della mioa proprietà intellettuale.

Non si tratta di un blocco di sistemi aziendali o produttivi: senza questo software l’azienda continuerebbe comunque a lavorare normalmente, semplicemente alcune verifiche dovrebbero essere eseguite manualmente tramite le interfacce standard dei macchinari, come avveniva prima.

Il mio dubbio è:

  • posso legalmente implementare una soluzione del genere?
  • quali rischi concreti potrei avere?
  • il fatto che il software sia nato come progetto personale e che io non sia assunto come programmatore cambia qualcosa dal punto di vista della proprietà del software?
  • Sono obbligato a informarli dell'esistenza del killswitch?

Grazie a chi saprà darmi un parere.

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u/Przeklenstwo — 7 days ago