Ero al supermercato e volevo comprare il mio miele preferito, quello ai fiori di arancio. Un piccolo lusso sicuramente, niente di necessario, ma mi piace tanto e la mia tisana del mattino è un rituale che mi mette in pace con me stessa e col mondo. Oggi costava 7,40, l'ho lasciato lì. Lo pagavo 4 euro fino a pochissimo tempo fa. Nel frattempo due sciure chiacchieravano accanto ai barattoli del miele e parlavamo del mio miele preferito, alla fine della chiacchierata una delle due ne ha presi qualcosa come dieci barattoli, perché, ha detto, le piace davvero tanto.
Conosco di vista questa persona, vivo in una piccola città. Non ha mai fatto un cazzo nella vita, non ha mai lavorato, mantenuta da sempre, moglie di un tizio che non faceva un gran lavoro, aveva una cascina e uno stipendio, non parlo della moglie di un imprenditore blasonato. Però sti due hanno un sacco di soldi perché hanno qua e là vecchie case o appartamenti minuscoli di 100 anni, comprati con due cassette di ciliegie negli hanno '60, e oggi li fittano a 600/700 ogni 40mq. Il marito ora 75enne è in pensione dal 2003, è quasi un ventennio che percepisce un reddito senza movere un dito, dunque hanno pensione e svariate entrate dalle locazioni e chi lo sa se tutte dichiarate.
E così me ne sono tornata pensando che persone che non fanno un cazzo nella vita possono spendere quasi cento euro di miele un mercoledì mattina a caso, ed io che lavoro tanto, pago un affitto sproporzionato all'effettivo comfort che ho (ma non c'era di meglio), non ho tempo per farmi una dormita di un'ora un pomeriggio su un divano, mi sento alle volte costretta a fare rinunce che non dovrei fare, visto tutto il mio impegno e sacrificio. Sono molto felice della mia vita e del mio lavoro, ma mi risulta complicato accettare una vita che al giorno d'oggi avvantaggia troppo gente che non ha mai fatto nulla per la sua comunità. Massacratemi ma ho provato invidia sociale.