Ciao a tutti/e,
vorrei un parere prima di formalizzare una raccomandata. Provo a riassumere i fatti il più sinteticamente possibile.
Contratto di locazione abitativa agevolata 3+2 regolarmente registrato circa 1 anno fa per una mansarda al 4° piano. I conduttori siamo io e il mio compagno, cointestatari.
Nella camera da letto persiste una significativa formazione di muffa nero-grigiastra che probabilmente era già lì da quando siamo entrati ma che in inverno ha peggiorato molto la situazione. La muffa si trova lungo la parete perimetrale esposta verso l’esterno e dietro un mobile fissato sotto la finestra, non rimovibile da noi senza smontaggio professionale e nelle giunture delle travi in legno della copertura mansardata.
Entrambi accusiamo da mesi sintomatologia respiratoria notturna (congestione, secchezza vie aeree, raclage faringeo nel sonno) compatibile con esposizione a spore fungine. Abbiamo dovuto cambiare il materasso perché impregnato. A nostre spese: deumidificatore con HEPA, monitoraggio umidità relativa stabile sul 50%, aerazione quotidiana, porta verso il soggiorno sempre aperta per il ricambio d’aria.
Cronologia
• 7 aprile 2026: prima segnalazione formale via WhatsApp alla locatrice, con descrizione dettagliata.
• 9 aprile 2026: sopralluogo con un ingegnere incaricato dalla proprietaria che riconduce il fenomeno a un ponte termico per coibentazione insufficiente e a possibile infiltrazione dalle travi. La proprietà preannuncia un intervento risolutivo (smontaggio mobile, sanificazione, posa pannello isolante, verifica copertura)
• 22 aprile 2026: il tecnico mi chiama in orario lavorativo con preavviso di pochi minuti per un accesso immediato. Comunico in pari data — telefonicamente a lui e per iscritto alla locatrice — la mia disponibilità per il pomeriggio dello stesso giorno e per i giorni successivi. Il tecnico risponde di non poter intervenire in quelle fasce. Nessuna nuova data viene proposta.
• 27 aprile 2026: sollecito scritto. La locatrice risponde “ti aggiorno appena mi darà disponibilità, abbi pazienza” e suggerisce di “tenere sempre aperto per arieggiare”.
• Oggi (5 maggio): nessun ulteriore aggiornamento. La situazione è invariata.
La proprietaria è anziana e mi scoccia pure darle noia, ma di fatto chi gestisce le comunicazioni e le decisioni operative è la figlia, che è avvocata (che però sarà una personalità talmente importante da non potermi dare il suo numero di telefono, infatti devo sempre disturbare la mamma anziana).
Stavo per spedire una raccomandata A/R impostata come diffida e formale costituzione in mora con termine di 15 giorni per ricevere il piano dei lavori ed effettuarne l’inizio.
Una persona di mia fiducia mi ha però fatto notare che, dato che la proprietà si è effettivamente mossa a inizio aprile (sopralluogo entro 48h dalla segnalazione) e l’ultima sua comunicazione è stata un “abbi pazienza” dunque non un rifiuto né un silenzio dopo richiesta esplicita di data — passare adesso direttamente alla raccomandata potrebbe essere prematuro e sproporzionato. Stavo quindi pensando, prima della raccomandata, a un ultimo sollecito WhatsApp scritto bene, con richiesta esplicita di data certa di inizio lavori così se non risponde, la raccomandata dopo è inattaccabile.
Che ne pensate? Avere pietà oppure no? Non vorrei incrinare molto i rapporti, anche perché la Proprietaria abita al piano di sotto e la vedo spesso, ma intanto stiamo avendo sempre più problemi soprattutto durante il sonno. Che fare?
Grazie