Ciao a tutti, sono Marco.
Scrivo qui perché ho bisogno di buttare fuori un peso.
Tra poco compio 28 anni e vivo in un paese di provincia nel centro Italia.
I miei 20 anni sono scivolati via tra isolamento forzato e una battaglia medica che mi ha consumato: ho una malattia rara neurodegenerativa, lenta ma molto invalidante.
Tra i 23 e i 26 anni la mia vita sono stati ricoveri, emiparesi e parkinsonismi.
Oggi ne sono uscito vivo, ma solo.
Il problema però non è solo la solitudine, è lo sguardo degli altri.
Spesso vengo percepito come un “caso umano” o qualcuno da compatire, solo perché ho una mobilità ridotta.
Ma non è così: la mia testa c’è e anche la mia voglia di vivere una vita dignitosa e "normale".
Ho provato centri di riabilitazione, ma mi sento fuori posto: spesso mi trovo in contesti che non mi rappresentano e non mi fanno sentire capito.
Anche nelle relazioni è complicato, le poche ragazze che si sono avvicinate lo hanno fatto con un atteggiamento da “crocerossina”, come se fossi un progetto di carità.
Questa cosa mi pesa parecchio.
Io non voglio qualcuno che mi stia accanto per sentirsi buono.
Voglio essere visto per quello che sono, oltre la malattia.
Come si fa a farsi vedere per se stessi quando il corpo manda un messaggio diverso?
C’è qualcuno che vive qualcosa di simile o che è riuscito a rompere questo muro di pregiudizio?
Grazie a chi leggerà.