u/Big_Philosopher_6097

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Ciao, sono un uomo di 35 anni. Nel 2022 ho perso mio padre a causa della SLA e, da metà 2023, mia madre (70 anni) ha iniziato a mostrare i primi segnali di decadimento cognitivo.

Nel 2025 le è stato diagnosticato un Mild Cognitive Impairment (MCI), ma siamo attualmente in fase di rivalutazione perché il quadro sembra già evoluto verso una forma di demenza.

Oggi è ancora abbastanza autosufficiente, ma ci sono già stati episodi importanti: ad esempio, è finita al pronto soccorso per una grave disidratazione dopo aver dimenticato di bere per tre giorni.

La situazione economica è un altro problema serio. Mia madre è una lavoratrice autonoma e, a causa delle difficoltà crescenti, lavora ormai pochissimo: guadagna appena quanto basta per coprire i contributi INPS. Non ha ancora diritto alla pensione minima (che arriverà solo a luglio 2027), non ha una casa di proprietà e non ha risparmi. Con circa 600€ al mese sarà estremamente difficile per lei sostenere affitto, bollette e spese quotidiane.

Io sono figlio unico e da mesi vivo in uno stato di ansia e panico che sta avendo un impatto pesante sulla mia vita e sulla mia relazione, che pure è solida e stabile da anni.

Mi sento bloccato. Uno specialista mi ha proposto una terapia farmacologica (Deniban + Daparox), ma sono molto restio: faccio fatica ad accettare l’idea di dover prendere farmaci io, quando la persona malata è lei.

Stiamo cercando di attivare i supporti statali, ma senza una diagnosi definitiva il percorso è lento e complicato. Inoltre, mia madre non accetta la sua condizione e spesso finiamo per litigare quando provo a chiederle fiducia e collaborazione.

Ho 35 anni e da almeno quattro mi occupo di lei come caregiver, oltre al mio lavoro. E, ad oggi, mi sento completamente sopraffatto da questa situazione.

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u/Big_Philosopher_6097 — 17 days ago