u/Archetypus

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Non è un Paese per giovani: l’Italia è diventata una gerontocrazia?

Prendo spunto da questo articolo su Harper che discute della "gerontocrazia" negli Stati Uniti e di come, secondo l'autore, sia un po' l'esito di come è configurato il sistema. E forse il caso italiano è anche più interessante: si parla di conflitto generazionale ma spesso con toni un po' caricaturali: i boomer egoisti contro i giovani fannulloni. Il punto è che essere anziani può anche voler dire essere soli e fragili così come essere giovani può voler dire non trovare opportunità. D'altra parte le carriere in Italia sono spesso lente, gli immobili passano di generazione in generazione, e il fluire e cambiare della società si accoda a questa lentezza. Forse protegge dai rischi dell'ignoto o forse ci farà consumare piano piano finchè, vedasi calo demografico, non ci sarnno più italiani (e le case non avranno più eredi a cui andare). Che ne pensate? Siamo anche noi una gerontocrazia?

harpers.org
u/Archetypus — 15 hours ago
▲ 101 r/italy

Una “Union within the Union” è il futuro dell’UE?

Un’unione nell’Unione che comprende Spagna, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Germania e Polonia.

Avevo letto di un progetto simile, una proposta tedesca, in cui invece i paesi sarebbero stati Polonia, Germania, Olanda, Francia, Italia e Spagna.

In ogni modo direi che queste idee stanno circolando: che ne pensate?

Come sarebbe la vostra UwU (Union within Union) ideale?

federalists.eu
u/Archetypus — 3 days ago
▲ 66 r/italy

Ho letto sul new criterion questo lungo articolo di Victor Davis Hanson sul tema del “declino dell’Occidente”. La tesi è che le civiltà occidentali tendano a entrare in crisi non quando sono povere, ma quando diventano troppo ricche, sicure e scollegate dalle condizioni che le hanno rese forti.

Hanson paragona USA/Europa contemporanei ad Atene e Roma tarde: benessere enorme, ma perdita di coesione, denatalità, debito, polarizzazione, senso di colpa culturale e sfiducia verso sé stessi.

Alcune parti mi sembrano molto intelligenti, altre molto ideologiche. Però il parallelismo storico mi ha fatto riflettere.

Secondo voi:

esiste davvero un “modello ricorrente” di decadenza delle civiltà?
oppure ogni generazione pensa di vivere il declino finale?

u/Archetypus — 8 days ago
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Un esercizio semi-serio di archetipologia, più narrativo che politico

Nella sceneggiatura della politica italiana sono stati scritturati alcuni nuovi personaggi alla ricerca di archetipizzazione. Il primo è la sindaca di Genova, Silvia “cum grano” Salis. Simpatica, bella ma elegante, sportiva di un certo successo. È la nostra sorella maggiore. Quella con la testa sulle spalle, che frequenta persone per bene e che rende tranquilli e contenti i suoi genitori. Non siamo sicuri che se ci trovassimo nei guai ci aiuterebbe, ma ai suoi sostenitori piace pensarlo. E che dire di Ilaria “sine grano” Salis. La sorella minore che invece nei casini ci si mette abbondantemente per dimostrare di esistere e per chiedere la stessa attenzione dei genitori che crede vada tutta alla sorella maggiore. Frequenta cattive compagnie e causa notti insonni a tutta la famiglia, specialmente da quando è scappata di casa ed è diventata “uno spirito libero” nei guai con la legge. Piace a chi vorrebbe imitarla ma non ha il coraggio. Poi invece c’è Francesca Albanese: la maestra delle elementari. Austera ma dal look dinoccolatamente antico. Severa e con una bacchetta verbale di cui non lesina l’uso. Ne abbiamo un po’ paura ma c’è chi se ne innamora. Per altri invece resterà un incubo da notte prima degli esami. Poi c'è Elly Schlein: la compagna di classe strana: quella con gli amici in tutto il mondo ma che poi viene sempre a scroccare il pranzo a casa nostra. Non si sa bene che lavoro faccia ma, com’é come non è, non ha mai bisogno di denaro. Ogni tanto, urla e protesta da un divano su cui nessuno l’ha vista arrivare: qui sciorina liste di priorità che ci chiede di seguire, assumendo confidentemente che abbiamo capito quello che ci dice. Forse per questo nessuno l’ascolto davvero. E forse a lei piace così. Resta sul trono l’archetipo ancestrale: la madre. Giorgia Meloni. Severa ma giusta. Esteticamente rassicurante. Gran lavoratrice. Se le chiedessimo aiuto, siamo certi, ce lo darebbe, o almeno così ci sembrerà. Prepara la tavola per il pranzo di Natale e fa da mangiare di persona. Ma deve tenere a banda una banda di amici di famiglia che a volte la fanno disperare. In questo gineceo archetipale brilla l’assenza dell’”archetipo in chief”: il padre. La nazione lo ha scacciato ma ora, forse, avrebbe bisogno di una figura solida, decisionista e decisionale, testosteronicamente silenzioso ed autorevole. Sempre alle prese con la sua visione del futuro che sa essere l’unica vera arma per tutelare il benessere della famiglia e del condominio. La figura contro cui vorremmo ribellarci e che proprio per questo ci tempra alla successione. L’archetipo del maschilismo buono, di cui abbiamo dimenticato le caratteristiche positive forse abbagliati dalla foschia del maschilismo tossico. Molti si sono candidati, ma purtroppo senza le capacità, l’aspetto e la lungimiranza richieste per esserlo. Può darsi che il cromatismo del padre sia ormai fuori dal fluido spettro dell’arcobaleno e che la sua statura equestre sia stata superata dal monopattismo delle preferenziali ztl. Resta il fatto che all’orizzonte non si vedono padri: forse abbiamo smesso di cercarli; o la voglia di diventarlo.

reddit.com
u/Archetypus — 17 days ago