Non è un Paese per giovani: l’Italia è diventata una gerontocrazia?
Prendo spunto da questo articolo su Harper che discute della "gerontocrazia" negli Stati Uniti e di come, secondo l'autore, sia un po' l'esito di come è configurato il sistema. E forse il caso italiano è anche più interessante: si parla di conflitto generazionale ma spesso con toni un po' caricaturali: i boomer egoisti contro i giovani fannulloni. Il punto è che essere anziani può anche voler dire essere soli e fragili così come essere giovani può voler dire non trovare opportunità. D'altra parte le carriere in Italia sono spesso lente, gli immobili passano di generazione in generazione, e il fluire e cambiare della società si accoda a questa lentezza. Forse protegge dai rischi dell'ignoto o forse ci farà consumare piano piano finchè, vedasi calo demografico, non ci sarnno più italiani (e le case non avranno più eredi a cui andare). Che ne pensate? Siamo anche noi una gerontocrazia?