01 Maggio 2026
Dal libro della Genesi
Gen 1,26-2,3
Dal Sal 89 (90)
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,54-58
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
LETTURE DI OGGI
Fratelli e sorelle, ogni mattina quando ci alziamo, il mondo tenta di assediarci. Apriamo gli occhi e la mente corre subito alle cose da fare, ai problemi da affrontare, ai pesi che ciascuno di noi porta in modo differente: la malattia che morde, il lavoro che preoccupa, la gioia di un obiettivo o il dolore di una ferita aperta. Ma proprio in questo groviglio di vita, risuona una voce che precede ogni nostro respiro: «IO SONO».
Non siamo noi a dover costruire la strada dal nulla. Come ci insegna San Paolo negli Atti (At 13,32-33), la promessa non è un desiderio futuro, ma una realtà compiuta: Dio ha risuscitato Gesù, confermando che ogni nostra giornata è innestata nel Suo «Oggi» eterno. «Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato» (Sal 2). Questa è la nostra dignità dal Battesimo: siamo portatori dell’IO SONO. Se tutto parte da Lui, allora la nostra ansia si placa, perché non siamo noi i padroni del tempo, ma siamo figli amati in un disegno che ci sovrasta e ci abbraccia.
In questo primo maggio, alziamo lo sguardo verso Maria, nostra Madre e Regina, e verso San Giuseppe, custode del Redentore. Maria non è solo un esempio di fede, è la Regina che, partecipando al disegno di Dio fin dal principio, ha permesso all’IO SONO di farsi carne e sangue. Lei è Madre che conosce ogni nostra afflizione e, con autorità regale e cuore materno, ci indica la direzione. Giuseppe, l'uomo del silenzio, ha affrontato problemi enormi fin da subito — il dubbio, la fuga, la precarietà — eppure in quell’IO SONO ha trovato la Via, ha visto la Verità e ha protetto la Vita. Con Gesù, la Vita stessa è entrata nella sua casa, come oggi entra nella nostra se solo gli apriamo la porta del cuore.
Signore Gesù, oggi ti riconosciamo come l'unico senso del nostro andare. In ogni nostra fatica, Tu sei la Via; in ogni nostra confusione, Tu sei la Verità; in ogni nostra debolezza, Tu sei la Vita. Insegnaci, per intercessione della nostra Madre e Regina e di San Giuseppe, a non lasciarci turbare come ci chiedi nel Vangelo (Gv 14,1-6). Anche se non conosciamo i dettagli del domani, sappiamo che «nella casa del Padre vi sono molte dimore» e che siamo solo di passaggio in questo mondo, in cammino verso la pienezza.
Fa’, o Signore, che questo mese di maggio sia il tempo in cui riscopriamo che Tu sei in noi e noi siamo in Te. Che ogni nostra azione parta dall’adorazione della Tua presenza, perché solo restando uniti a Te, che Sei la Verità, ogni nostra croce si trasformerà in Risurrezione e ogni nostra giornata diventerà un passo deciso verso la Vita vera. Maria, Regina del Cielo, e San Giuseppe, protettore dei lavoratori, guidate i nostri passi sulla Via che è il Cristo, affinché nulla vada perduto di ciò che viviamo, ma tutto sia santificato nel Suo Nome. Amen.
(Servo inutile)