u/Andrea_Kattoliko

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01 Maggio 2026

Dal libro della Genesi

Gen 1,26-2,3

Dal Sal 89 (90)

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 13,54-58

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Parola del Signore.

MEDITAZIONE

LETTURE DI OGGI

Fratelli e sorelle, ogni mattina quando ci alziamo, il mondo tenta di assediarci. Apriamo gli occhi e la mente corre subito alle cose da fare, ai problemi da affrontare, ai pesi che ciascuno di noi porta in modo differente: la malattia che morde, il lavoro che preoccupa, la gioia di un obiettivo o il dolore di una ferita aperta. Ma proprio in questo groviglio di vita, risuona una voce che precede ogni nostro respiro: «IO SONO».

Non siamo noi a dover costruire la strada dal nulla. Come ci insegna San Paolo negli Atti (At 13,32-33), la promessa non è un desiderio futuro, ma una realtà compiuta: Dio ha risuscitato Gesù, confermando che ogni nostra giornata è innestata nel Suo «Oggi» eterno. «Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato» (Sal 2). Questa è la nostra dignità dal Battesimo: siamo portatori dell’IO SONO. Se tutto parte da Lui, allora la nostra ansia si placa, perché non siamo noi i padroni del tempo, ma siamo figli amati in un disegno che ci sovrasta e ci abbraccia.

In questo primo maggio, alziamo lo sguardo verso Maria, nostra Madre e Regina, e verso San Giuseppe, custode del Redentore. Maria non è solo un esempio di fede, è la Regina che, partecipando al disegno di Dio fin dal principio, ha permesso all’IO SONO di farsi carne e sangue. Lei è Madre che conosce ogni nostra afflizione e, con autorità regale e cuore materno, ci indica la direzione. Giuseppe, l'uomo del silenzio, ha affrontato problemi enormi fin da subito — il dubbio, la fuga, la precarietà — eppure in quell’IO SONO ha trovato la Via, ha visto la Verità e ha protetto la Vita. Con Gesù, la Vita stessa è entrata nella sua casa, come oggi entra nella nostra se solo gli apriamo la porta del cuore.

Signore Gesù, oggi ti riconosciamo come l'unico senso del nostro andare. In ogni nostra fatica, Tu sei la Via; in ogni nostra confusione, Tu sei la Verità; in ogni nostra debolezza, Tu sei la Vita. Insegnaci, per intercessione della nostra Madre e Regina e di San Giuseppe, a non lasciarci turbare come ci chiedi nel Vangelo (Gv 14,1-6). Anche se non conosciamo i dettagli del domani, sappiamo che «nella casa del Padre vi sono molte dimore» e che siamo solo di passaggio in questo mondo, in cammino verso la pienezza.

Fa’, o Signore, che questo mese di maggio sia il tempo in cui riscopriamo che Tu sei in noi e noi siamo in Te. Che ogni nostra azione parta dall’adorazione della Tua presenza, perché solo restando uniti a Te, che Sei la Verità, ogni nostra croce si trasformerà in Risurrezione e ogni nostra giornata diventerà un passo deciso verso la Vita vera. Maria, Regina del Cielo, e San Giuseppe, protettore dei lavoratori, guidate i nostri passi sulla Via che è il Cristo, affinché nulla vada perduto di ciò che viviamo, ma tutto sia santificato nel Suo Nome. Amen.

(Servo inutile)

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u/Andrea_Kattoliko — 14 days ago
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+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 13,16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:

«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.

Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.

In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

«Colui che mangia il pane con me ha alzato contro di me il suo calcagno». Queste parole del Vangelo di oggi ci ricordano una verità scomoda: a volte la sofferenza non viene da fuori, da chi consideriamo nemico, ma nasce proprio dentro le relazioni più vicine. Può venire da chi amiamo, da chi ci è accanto, da chi condivide con noi la vita. È un dolore particolare, più acuto, perché tocca la fiducia. E sapere che anche Gesù ha attraversato questo tipo di sofferenza non elimina il dolore, ma lo illumina. Significa che ciò che viviamo non è estraneo alla sua esperienza. Eppure il Vangelo non si ferma alla ferita. Gesù non ci invita a rimanere fissati sul tradimento, ma ad alzare lo sguardo. Subito dopo dice: «Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». È come se ci dicesse che la logica decisiva non è quella del male ricevuto, ma quella dell’accoglienza. Non è il tradimento a definire la nostra vita, ma la capacità di rimanere aperti. Dio, infatti, passa attraverso relazioni concrete. Lo si incontra accogliendo, lasciandosi accogliere, vivendo legami che non sono chiusi nella ferita, ma aperti a qualcosa di più grande. Anche la nostra vita, con le sue fragilità e le sue ferite, può diventare un luogo di passaggio. Non solo il luogo del dolore, ma anche uno spazio in cui Dio si rende presente. In questo senso, la nostra stessa carne può diventare un ponte. Un luogo in cui, nonostante tutto, continua a circolare un amore più grande della ferita subita.

(Gv 13,16-20)

#dalvangelodioggi - Don Luigi Maria Epicoco

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u/Andrea_Kattoliko — 15 days ago