
Humanitas | Dall'abisso all'orizzonte | 11. La guardia non trema
Discende dall’Alpi
un’armata di senza terra,
niente onore
solo picca e spada,
soldo per guerra.
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Marcia verso sud
una forzata corsa,
li insegue, fame e pestilenza,
preventiva punizione
per la loro dannazione.
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La minaccia incombe
sull’urbe immortale
dimora del Vicario
del Cristo Salvatore,
figlio del Signore.
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Al crollare delle mura
il terrore fra la gente,
è immane,
ma la Guardia non trema
189 difenderanno la strada.
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Grazia del signore,
ardente di luce e splendore,
ne difende la voce
un muro di fede
tinto di gloria immortale.
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Un gruppo al Passétto
di scorta al Santo Padre,
la maggior parte
al teutonico cimitero
con la fede in cuore muore.
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Grazia del signore,
ardente di luce e splendore,
ne difende la voce
un muro di fede
tinto di gloria immortale.
-
Uno ad uno,
dall’ultimo soldato al comandante
nessuna capitolazione
certa reincarnazione
Paradiso, loro ultima destinazione.
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Grazia del signore,
immensa potenza e splendore,
ne difende la voce
un muro di fede
tinto di gloria immortale.
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UMANITÀ — Per avere qualcosa per cui valga la pena morire serve prima qualcosa per cui voler vivere.
Delle volte ci si sacrifica per qualcosa di più grande di noi. C’è nobiltà nell’avere qualcosa per cui vale la pena morire. Non dobbiamo dimenticarci però che esiste sempre anche qualche ragione per cui vale la pena vivere. Seppur non cattolico non posso fare a meno di ammirare qualcuno disposto a morire per qualcosa, per una causa superiore. Certo, spesso è anche una ragione per cui si è disposti ad uccidere, eppure non posso fare a meno di pensare per cosa o chi io sarei disposto a fare lo stesso.
| CONTESTO STORICO in breve | Italia, 1527
Durante le guerre d’Italia, Roma viene assediata dalle truppe del Sacro Romano Impero degli Asburgo. Un’armata imperiale, in buona parte composta da Lanzichenecchi (i senza terra), con al seguito -oltre a fame e pestilenza — le loro donne (come d’uso negli eserciti per lungo tempo), cinge d’assedio Roma. All’aprirsi di una breccia, inizia il saccheggio della Città Eterna; durerà otto giorni. In questo contesto la Guardia Svizzera si sacrifica al Cimitero Teutonico, immolandosi contro un nemico più che numericamente superiore, per permettere al Santo Padre di scappare, attraverso il “Passetto”, a Castel Sant’Angelo. Da lì il papa, Clemente VII, tratterà con gli assedianti per farli ritirare dalla città, nella quale si diffonde tra il popolo e le truppe di invasori la peste. Dopo l’accordo il Santo Padre verrà tenuto prigioniero prima di essere liberato da trenta cavalieri che lo scorteranno a Orvieto… ma questa è un’altra storia.
| NOTA |
La poesia è ispirata dalla canzone “The Last Stand” del mio gruppo preferito, i Sabaton, a cui è naturalmente dedicata.
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