
Non ho mai scritto poesie e non me ne intendo, però ho provato a scriverne una per la festa della mamma. Sarei molto felice di ricevere vostri suggerimenti
Il testo:
Mamma
(quando il sole dormirà
E l'amica sua ci ammalierà
ci saranno comunque spettacoli
Dai lucidi occhi
O con in mostra tutti i denti
Grida di gioia
Di dolore
Per la prigione
Tanto odiata dai fanciulli
sui fogli insieme scrivevamo
con le parole tue
che muovevan la mia mano
Ma resterà imprigionato
Questo testo
Tra le mura di casa
Nei raggi della luna
Nel volto degli specchi
Nei colori dei dipinti,
E porterà calore
Ad il bisognoso cuore)
nell’universo
esistono infinite emozioni
tristi e felici
calano e sorgono
ma sempre sono quelle
che rendon la vita
il miglior gioco
nell’universo
I
luogo freddo accoglieva ogni sguardo
le gioie colavan da pareti
che più ormai eran distrutte
tanto buio venne
perchè il sole scappò morente
ed un pensiero raggiava
il cuor di qualcuno:
Le rose appassirano
I sogni svaniranno
Le parole sprofonderanno
Io risplenderò
Urlerò, sognerò e mi divertirò
Perché la tua candela
Mai si scioglierà
Mai la cenere verrà
Un prato immenso di girasoli crescerà
Perché l'amore tuo
È immenso più della vita!
II
uno sguardo misero
rivolto sull’acqua
il riflesso suo non comprendeva
Luce Fioca
In questo passeggero fiume
decoroso di fiori bruni e biondi
Scuro e abisso
Pareti tenebrose
verso gli occhi nostri
Rivolte le coperte
Il Tuo riso risplende
Pioggia sui visi
il dipinto cadeva
Nuvole appassiscono;
arrivi
con colori splendidi
Tu sei Sole
Mani peccose
Rivolte al tuo sguardo
In alto
Pianto e risi
Riempiono i vuoti nostri
Le pagine cautamente
Giravan
Parole e parole scordava
Perché sempre
Voglio quella prima sensazione
Ed il vento mio aiutava,
e girava insieme a me
indietro più
verso l’inizio
ed il titolo riempiva lo sguardo
smuoveva il vento
risplendeva la notte
e rendeva bambino il più anziano signore
III
Parole d'amore vero
I nostri ascolti lontani
Pieni e sinceri
le tue voci all’alba
per alzarci con speranza
E andare in passo
verso l’estate vacanza
mai le nostre voci abbiamo ascoltato
mai il nostro cuore-per fortuna-abbiamo legato
mai a tirar su il sorriso c’hanno obbligato
e comunque
le urla di gioia
eran qualcosa di quotidiano
la notte si allungava
piena di stelle,
Dabbasso Aspetti
Nel Tempo d'oro
Con piatti caldi
I volti nostri
Belli e stanchi:
,tu
eri una di quelle
È mattina, sveli i nostri sogni
Piene forze, con te accanto
Senza sogni
Perché i ricordi
Già son sogni
I visi nostri vicino al tuo
Il calore tuo ad ogni Natale
Il freddo era amico
E il buio migliore
il regalo più grande
il biglietto dato
con il tuo sguardo guadagnato
IV
I primi pensieri
Ricordi
Sogni
Speranze
Sono stati da te donati:
La prima;
Nei pensier nostri
Ricordi
Sogni
Speranze
A giocare siam sempre stati;
Piccine le nostre mani
Ma come ciotole magiche
Afferavan l'infinito tuo amore
questi grandi occhioni,
sempre veder le stelle volevan
e in nube nera
comunque lo vedevan
perchè sempre accompagnati e guidati
e magari
degli specchi abbiam dubitato
con serpente avvolto al collo
ma non è Dio che ci ha aiutato
perchè nelle voci mie tristezza mai porto?
V
Tu il nostro porto
Raccolto i pianti nostri
Pesando le spalle tue
E pian piano si fa fragile
Il faro che fa da strada
Perde la luce
Trema questo battello
Forte il cielo
Forti le crepe
Forte la paura
Grida d'aiuto
Nel vasto oceano
Le lacrime si confondono
il capone lentamente arriva
domanda prima del morso:
perchè mai, tu fanciullo, così piccolo
senza quasi capelli in testa
è qua solo, chi cerchi?
Il primo dice:
Allora lo sguardo mio niente
Vedeva- il veleno altrui
Lo ammalava- grazie
Grazie perché mai ti ho ringraziato
Ed il capone capiva, sprofondò
come incubi al risveglio
e dormì
nel legno rotto
pesante nel mare
più volti si vedevan
e il cuor loro così dolce
e pien di paura era:
Sedeva come un gattino in tempesta
Sotto il letto
Gli sguardi temeva
il riso della madre lo sollevò
e bellezza vide intorno:
il male
sedeva come un gattino in tempesta
VI
4 siamo
fili d'erba
e un’ape ancora non abbiam toccato
ma, il primo tocca d'acqua
abbiamo assaggiato
vicino a noi
un Albero, verde e risplende
fiorito è, in questo deserto
la calla nera regina era
ma questo Meraviglioso:
SI! risplendeva!
la tempesta
affronta le foglie sue
si rompon e volan
piove dolce
su di noi
e cresciamo
quanta verità proviamo
quanto riso mostriamo
quante mani alziamo
Ed una foglia cade,
Domanda al filo, perché mai tu così
Tanto vuoi andare in alto?
solo il cielo ti sta aspettando
Il secondo dice:
vorremmo vedere il tuo sorriso
E la foglia si posò
Con le nervature che si trasformavan:
Voglio vedere, chi tanto mi ha protetto
E si addormentò
Capendo i fili
4 fiere siamo
Pelo lungo e corto
Con e senza la morbida coda
Nel prato sdraiamo
Come è che noi
Vittime di armi
Spari non sentiamo?
Mai questi sentiranno
Oltre la collina raggiante
La fiera loro
Era barriera
Così che il sangue suo
Nessuno vedeva
E le fiere di niente
Potevan provar dolore
Mai sapranno del fiume versato
Loro sanno, lei sa
E così è come lei
Ha desiderato
4 siamo
Con ali spennate
veloci siamo,
il futuro non vediamo
il passato è un regalo
ed è stato donato:
Sopra l'acqua, il riflesso Tuo
le piume nostre
fragil come tentazioni
non bastan per andare
alla caduta di uno,
l’uccello chiede: come mai
non sai più volare, il respir tuo è debole
come il tempo prossimo, chi mai ti ha addolorato?
4 siamo
Il terzo dice:
Dietro anche un folle
Spero che
La nostra vita
Varrà la felicità Tua
l’uccello capisce
nell’aria svanisce:
ed i pensieri lo fan volare;
il riso ha ottenuto
può dolcemente andare
VII
il ciel suonava,
le nuvole ballavan, anche tristi
il mare viaggiava
Favola l'orchestra tua
Bacchetta il tuo insegnamento
Melodia d'amore
quanta musica
in queste parole
che son più vive di persone
si balla anche in guerra
tra l’acqua scherna
una goccia ferma, chiede raggiante:
perchè mai continui a viver
in questa miseria, piena di dolor
e vuota di tutto?
Il quarto dice:
Gli occhi
Potrò chiudere
Alla tua felicità
Splim!
Posiamo le mani nostre
Su lastra cuocente
Bestemmie nella nostra mente
Il dolore svanisce
Perché intuito abbiamo,
mai accorti ci siamo
del tuo dolore portato
VIII
Il grande Mulino girava
L'acqua passava
Tranquilla e addolcita
Piena e colorita
La culla dondolava
Leggera e immensa
Con la carezza
Di qualcuno vicina
il bambino accarezzava
e la donna pone domanda:
tu con piccoli ricordi
vuoto di sogni
come il tuo viso è così solare?
voci come in giostra si ascoltavan
perchè stavan loro giocando
alla vita
E insieme:
Il viso tuo
È così ricolmo di bontà
Che mai mi accorsi
Della crudeltà!
la donna intanto
quasi vincitrice
si addormentava
Ma mai vorremmo
Che questo coro finisca
Che questa fiaba svanisca
E che il riso impallidisca
E quindi NOI TUTTI GRIDIAMO:
Io "nome"
"nome"
"nome"
"nome"
Mai parole di scusa furon dette
Mai un soffio leggero ti ha toccato
Mai un nostro sguardo ti ha mal augurato
Adesso tra i tuoi pensieri
Il mio, nostro, infinito desiderio è uno solo:
Le città tristi
Affondavan nella neve
La nebbia mi conosceva
Passeggera;
Sotto il velo invisibile
Il volto dei bambini miei
Sarà vita mia, rosa mia, casa mia, porto mio
Ed esultarono, con tutto:
Mamma!