u/Aggravating_News_293

Non ho mai scritto poesie e non me ne intendo, però ho provato a scriverne una per la festa della mamma. Sarei molto felice di ricevere vostri suggerimenti

Non ho mai scritto poesie e non me ne intendo, però ho provato a scriverne una per la festa della mamma. Sarei molto felice di ricevere vostri suggerimenti

Il testo:

Mamma

(quando il sole dormirà

E l'amica sua ci ammalierà

ci saranno comunque spettacoli

Dai lucidi occhi

O con in mostra tutti i denti

Grida di gioia

Di dolore

Per la prigione

Tanto odiata dai fanciulli

sui fogli insieme scrivevamo

con le parole tue

che muovevan la mia mano

Ma resterà imprigionato

Questo testo

Tra le mura di casa

Nei raggi della luna

Nel volto degli specchi

Nei colori dei dipinti,

E porterà calore

Ad il bisognoso cuore)

nell’universo

esistono infinite emozioni

tristi e felici

calano e sorgono

ma sempre sono quelle

che rendon la vita

il miglior gioco

nell’universo

I

luogo freddo accoglieva ogni sguardo

le gioie colavan da pareti

che più ormai eran distrutte

tanto buio venne

perchè il sole scappò morente

ed un pensiero raggiava

il cuor di qualcuno:

Le rose appassirano

I sogni svaniranno

Le parole sprofonderanno

Io risplenderò

Urlerò, sognerò e mi divertirò

Perché la tua candela

Mai si scioglierà

Mai la cenere verrà

Un prato immenso di girasoli crescerà

Perché l'amore tuo

È immenso più della vita!

II

uno sguardo misero

rivolto sull’acqua

il riflesso suo non comprendeva

Luce Fioca

In questo passeggero fiume

decoroso di fiori bruni e biondi

Scuro e abisso

Pareti tenebrose

verso gli occhi nostri

Rivolte le coperte

Il Tuo riso risplende

Pioggia sui visi

il dipinto cadeva

Nuvole appassiscono;

arrivi

con colori splendidi

Tu sei Sole

Mani peccose

Rivolte al tuo sguardo

In alto

Pianto e risi

Riempiono i vuoti nostri

Le pagine cautamente

Giravan

Parole e parole scordava

Perché sempre

Voglio quella prima sensazione

Ed il vento mio aiutava,

e girava insieme a me

indietro più

verso l’inizio

ed il titolo riempiva lo sguardo

smuoveva il vento

risplendeva la notte

e rendeva bambino il più anziano signore

III

Parole d'amore vero

I nostri ascolti lontani

Pieni e sinceri

le tue voci all’alba

per alzarci con speranza

E andare in passo

verso l’estate vacanza

mai le nostre voci abbiamo ascoltato

mai il nostro cuore-per fortuna-abbiamo legato

mai a tirar su il sorriso c’hanno obbligato

e comunque

le urla di gioia

eran qualcosa di quotidiano

la notte si allungava

piena di stelle,

Dabbasso Aspetti

Nel Tempo d'oro

Con piatti caldi

I volti nostri

Belli e stanchi:

,tu

eri una di quelle

È mattina, sveli i nostri sogni

Piene forze, con te accanto

Senza sogni

Perché i ricordi

Già son sogni

I visi nostri vicino al tuo

Il calore tuo ad ogni Natale

Il freddo era amico

E il buio migliore

il regalo più grande

il biglietto dato

con il tuo sguardo guadagnato

IV

I primi pensieri

Ricordi

Sogni

Speranze

Sono stati da te donati:

La prima;

Nei pensier nostri

Ricordi

Sogni

Speranze

A giocare siam sempre stati;

Piccine le nostre mani

Ma come ciotole magiche

Afferavan l'infinito tuo amore

questi grandi occhioni,

sempre veder le stelle volevan

e in nube nera

comunque lo vedevan

perchè sempre accompagnati e guidati

e magari

degli specchi abbiam dubitato

con serpente avvolto al collo

ma non è Dio che ci ha aiutato

perchè nelle voci mie tristezza mai porto?

V

Tu il nostro porto

Raccolto i pianti nostri

Pesando le spalle tue

E pian piano si fa fragile

Il faro che fa da strada

Perde la luce

Trema questo battello

Forte il cielo

Forti le crepe

Forte la paura

Grida d'aiuto

Nel vasto oceano

Le lacrime si confondono

il capone lentamente arriva

domanda prima del morso:

perchè mai, tu fanciullo, così piccolo

senza quasi capelli in testa

è qua solo, chi cerchi?

Il primo dice:

Allora lo sguardo mio niente

Vedeva- il veleno altrui

Lo ammalava- grazie

Grazie perché mai ti ho ringraziato

Ed il capone capiva, sprofondò

come incubi al risveglio

e dormì

nel legno rotto

pesante nel mare

più volti si vedevan

e il cuor loro così dolce

e pien di paura era:

Sedeva come un gattino in tempesta

Sotto il letto

Gli sguardi temeva

il riso della madre lo sollevò

e bellezza vide intorno:

il male

sedeva come un gattino in tempesta

VI

4 siamo

fili d'erba

e un’ape ancora non abbiam toccato

ma, il primo tocca d'acqua

abbiamo assaggiato

vicino a noi

un Albero, verde e risplende

fiorito è, in questo deserto

la calla nera regina era

ma questo Meraviglioso:

SI! risplendeva!

la tempesta

affronta le foglie sue

si rompon e volan

piove dolce

su di noi

e cresciamo

quanta verità proviamo

quanto riso mostriamo

quante mani alziamo

Ed una foglia cade,

Domanda al filo, perché mai tu così

Tanto vuoi andare in alto?

solo il cielo ti sta aspettando

Il secondo dice:

vorremmo vedere il tuo sorriso

E la foglia si posò

Con le nervature che si trasformavan:

Voglio vedere, chi tanto mi ha protetto

E si addormentò

Capendo i fili

4 fiere siamo

Pelo lungo e corto

Con e senza la morbida coda

Nel prato sdraiamo

Come è che noi

Vittime di armi

Spari non sentiamo?

Mai questi sentiranno

Oltre la collina raggiante

La fiera loro

Era barriera

Così che il sangue suo

Nessuno vedeva

E le fiere di niente

Potevan provar dolore

Mai sapranno del fiume versato

Loro sanno, lei sa

E così è come lei

Ha desiderato

4 siamo

Con ali spennate

veloci siamo,

il futuro non vediamo

il passato è un regalo

ed è stato donato:

Sopra l'acqua, il riflesso Tuo

le piume nostre

fragil come tentazioni

non bastan per andare

alla caduta di uno,

l’uccello chiede: come mai

non sai più volare, il respir tuo è debole

come il tempo prossimo, chi mai ti ha addolorato?

4 siamo

Il terzo dice:

Dietro anche un folle

Spero che

La nostra vita

Varrà la felicità Tua

l’uccello capisce

nell’aria svanisce:

ed i pensieri lo fan volare;

il riso ha ottenuto

può dolcemente andare

VII

il ciel suonava,

le nuvole ballavan, anche tristi

il mare viaggiava

Favola l'orchestra tua

Bacchetta il tuo insegnamento

Melodia d'amore

quanta musica

in queste parole

che son più vive di persone

si balla anche in guerra

tra l’acqua scherna

una goccia ferma, chiede raggiante:

perchè mai continui a viver

in questa miseria, piena di dolor

e vuota di tutto?

Il quarto dice:

Gli occhi

Potrò chiudere

Alla tua felicità

Splim!

Posiamo le mani nostre

Su lastra cuocente

Bestemmie nella nostra mente

Il dolore svanisce

Perché intuito abbiamo,

mai accorti ci siamo

del tuo dolore portato

VIII

Il grande Mulino girava

L'acqua passava

Tranquilla e addolcita

Piena e colorita

La culla dondolava

Leggera e immensa

Con la carezza

Di qualcuno vicina

il bambino accarezzava

e la donna pone domanda:

tu con piccoli ricordi

vuoto di sogni

come il tuo viso è così solare?

voci come in giostra si ascoltavan

perchè stavan loro giocando

alla vita

E insieme:

Il viso tuo

È così ricolmo di bontà

Che mai mi accorsi

Della crudeltà!

la donna intanto

quasi vincitrice

si addormentava

Ma mai vorremmo

Che questo coro finisca

Che questa fiaba svanisca

E che il riso impallidisca

E quindi NOI TUTTI GRIDIAMO:

Io "nome"

"nome"

"nome"

"nome"

Mai parole di scusa furon dette

Mai un soffio leggero ti ha toccato

Mai un nostro sguardo ti ha mal augurato

Adesso tra i tuoi pensieri

Il mio, nostro, infinito desiderio è uno solo:

Le città tristi

Affondavan nella neve

La nebbia mi conosceva

Passeggera;

Sotto il velo invisibile

Il volto dei bambini miei

Sarà vita mia, rosa mia, casa mia, porto mio

Ed esultarono, con tutto:

Mamma!

u/Aggravating_News_293 — 2 days ago