Ho un amico che non capisce il concetto di “no”
Ho conosciuto questo mio amico all’università. Lui fuorisede, io pendolare. Già ai tempi proponeva continuamente uscite, gite fuori porta, weekend, giornate intere in giro… cose che spesso io e altri rifiutavamo perché troppo impegnative o troppo costose. Però all’università avevamo tutti molto più tempo e quindi alla fine riuscivamo comunque a vederci spesso.
Ora però non siamo più studenti. Io lavoro, faccio il pendolare e nei giorni in cui vado in ufficio mi sparo circa 3 ore di mezzi tra andata e ritorno e nei giorni in smartworking col cavolo che metto piede a Milano. Dopo l’ufficio faccio già fatica a rimanere lì più di un paio d’ore, anche perché non avendo la macchina poi diventa un problema tornare a casa.
Lui però continua imperterrito a proporre uscite in settimana che realisticamente mi farebbero rincasare alle 23/mezzanotte. E non si parla di “mangiamoci una pizza e scambiamo due chiacchiere”, no: pizza, cinema, aperitivo prima della pizza e magari pure drink dopo. E questo nonostante io gli abbia spiegato più volte che per via dei mezzi e del lavoro non riesco a gestire cose del genere durante la settimana.
La cosa che mi esaspera è che sembra non concepire minimamente di uscire dal perimetro di Milano. Per lui esiste solo Milano, come se appena superi i confini della città inizi il vuoto cosmico, l'unicomodo per uscire da Milano è andare in posti piùturistici, quindi niente provincia. Eppure lui la macchina ce l’ha. Io no. Ma non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di venirsi incontro e fare magari qualcosa più comoda anche per gli altri.
Nei weekend riusciamo a vederci circa una volta ogni mese e mezzo e comunque solo perché posso fermarmi a dormire dal mio ragazzo. E anche lì devo continuamente ridimensionare i suoi programmi, perché se fosse per lui dovremmo passare insieme l’intero weekend facendo attività su attività.
Per il ponte del 1° maggioad esempio mi aveva proposto: uscita il giovedì sera, uscita il venerdì sera, Gardaland il sabato e lago la domenica.
A quel punto gli ho detto chiaramente che né io né il mio ragazzo possiamo permetterci tutta questa roba e che stiamo cercando di risparmiare perché vorremmo andare a vivere insieme entro un paio d’anni, e già così è difficile.
Io lavoro in partita IVA, il mio ragazzo è in apprendistato a 700 euro al mese, viviamo pure in regioni diverse e ci vediamo due volte al mese, che già di suo costa parecchio.
E poi questo amico è una persona che tende sempre a proporre cose costose. Per dire: una giornata al lago con panini portati da casa sarebbe anche fattibile. Ma con lui no. Si finisce sempre a fare pranzo fuori da 50 euro a testa.
Sembrava aver capito per qualche giorno ma il weekend scorso mi ha riproposto il lago. Quando ho rifiutato, mi ha detto “allora facciamo pranzo, poi cinema e poi pizza”. Non come alternative tra loro, ma tutte insieme nella stessa giornata.
Io sinceramente non so più come gestire la situazione.
Perché non è che mi stia antipatico, anzi. Mi fa piacere vederlo e gli voglio bene. Ma economicamente e mentalmente non riesco a stargli dietro. E la cosa frustrante è che gliel’ho spiegato più volte ma sembra non capire. E conoscendolo credo pure che non lo faccia con cattiveria.