M30, negli ultimi 7 mesi ho perso mio padre, mia nonna, il mio cane ed ora anche il mio gatto sta per lasciarci.
Vivo nella casa dei miei perché ho i miei spazi e sono indipendente, è una casa molto grande.
Mia madre è in depressione, mio fratello minore credo sia vagamente scollegato dalla realtà (tutto ciò in seguito alla morte di mio padre). Ho dovuto gestire da solo ed in fretta cose mai viste in vita mia, un'infinità di carte, documenti, uffici, ingiunzioni di pagamento dovute al ritardo del cambio utenze e del blocco delle carte di mio padre e mia nonna, svuotare da solo casa di mia nonna, coordinare l'economia domestica e curarmi di tutto ciò che comportano casa e famiglia, quindi pulizie e cucina principalmente, stancandomi molto vista la grandezza della casa e le condizioni di mia madre e mio fratello.
Circa 2 anni fa decisi dopo aver lavorato di finire l'università che sospesi diversi anni fa per lavorare. 2 anni fa si ammalò mio padre improvvisamente e gli sono stato accanto con mia madre per tutta la durata di quello che definisco il peggior incubo di sempre.
Non ho altri familiari, e quei pochi che ho al di fuori della mia famiglia li ho visti e sentiti l'ultima volta 7 mesi fa al funerale di mio padre. Ho 3 amicizie strette, ma due di loro sono emigrati per lavoro, e cerco di non sovraccaricare emotivamente l'unico rimasto in città.
Tutte le altre cerchie sociali che avevo, ex colleghi di lavoro, di corsi vari, hobby e altro non li sento da mesi.
Non sono riuscito ad andare avanti con l'università statale, ed in un anno ho dato solo due esami, anche con buoni voti
Sto iniziando a cedere.
Ogni giorno succede qualcosa, e ogni giorno ho la tachicardia, come se fosse l'inizio di pesanti attacchi di ansia ma che riesco a domare con l'unico hobby che ancora coltivo, la musica.
Di notte ho il sonno disturbato da incubi ricorrenti e mi sento come un criceto che corre nella ruota, non riesco ad immaginare più neanche un futuro positivo da oggi a 3 mesi: o immagino una routine come questa che si ripete per molto tempo, o un futuro piatto.
Detto ciò, continuo ad andare avanti, sono abbastanza esistenzialista e disincantato ormai da prendere quel che viene alla giornata, ma alla lunga questa routine distrugge, sento le mie facoltà mentali diminuire sempre di più e ho la sensazione che dietro la porta ci siano degli attacchi di panico da infarto, se solo mi fermassi a pensarci.
Sto valutando lo psicologo.
Ho fatto alcune sedute molti anni fa ma più per problemi esistenziali ben meno gravi di tutto questo inferno, ma nel mio caso attuale, avrebbe un senso?
A me servirebbe supporto morale e materiale, non aumentare ancora di più la mia resistenza agli urti... Io voglio finire di ricevere bastonate letteralmente ogni giorno, senza neanche una persona che mi dia una pacca sulla spalla dicendo che posso farcela, quella persona era papà...
Chiedo gentilmente a chi ha passato periodi così duri, se le sedute lo hanno aiutato, ed in che modo. Io sono propenso ad andarci, ma nelle mie condizioni devo farmi i conti in tasca...
Scusate il wall of text, e grazie a chi è arrivato fin qui.